Prende il via da oggi al Cinema Massimo di Torino un tributo speciale a Jerry Lewis, il leggendario attore e regista che avrebbe compiuto cento anni. La programmazione, articolata fino al 31 marzo, propone nove pellicole che raccontano le molteplici sfaccettature della carriera di uno dei personaggi più influenti nella storia del cinema comico mondiale. Attraverso questa selezione, il pubblico torinese avrà l'occasione di esplorare sia i suoi capolavori da protagonista che quelli in cui ha firmato anche la regia.

Lewis è unanimemente riconosciuto come uno dei più straordinari innovatori della comicità su schermo nel corso del Novecento. La sua eredità artistica riposa su fondamenta solide: una mimica facciale senza pari e un utilizzo del corpo come strumento espressivo ineguagliabile. I suoi personaggi, spesso surreali e melanconici ma allo stesso tempo irresistibilmente divertenti, hanno segnato profondamente l'immaginario collettivo e continuano a ispirare generazioni di registi e interpreti.

Dopo il boom degli anni Cinquanta accanto a Dean Martin, Lewis ha intrapreso un percorso da solista che lo ha consacrato come autore a tutto tondo: attore, regista, sceneggiatore e produttore capace di controllare integralmente il processo creativo dei propri progetti. Nel corso degli anni Sessanta ha realizzato un corpus di film dove la comicità fisica si combinava con invenzioni visive audaci e sperimentazioni tecniche. Capolavori come Il professore matto (1963) testimoniano la sua capacità visionaria di trasformare e reinventare le convenzioni della commedia cinematografica, influenzando successivamente autori come Frank Tashlin, Norman Taurog, Stanley Kramer, Emir Kusturica e Martin Scorsese.

A testimonianza della sua portata internazionale, anche la critica europea ha riconosciuto l'eccezionalità del suo contributo. La prestigiosa rivista francese Cahiers du cinéma lo definì addirittura il "regista totale", l'unico cineasta in grado di realizzare un film comico raggiungendo una perfezione regia completa. Una valutazione che sottolinea come Lewis sia riuscito a elevare il genere della commedia a forme d'arte sofisticate, grazie a una libertà inventiva straordinaria e a un virtuosismo corporeo senza compromessi.