La Scala di Milano ha svelato i prossimi atti della sua programmazione lirica. L'Otello di Verdi, firmato dal regista Damiano Michieletto, taglierà il nastro della prossima stagione sotto la guida musicale di Myung-Whun Chung, il quale muoverà i suoi primi passi come direttore musicale del teatro più prestigioso d'Italia. La decisione è stata comunicata nel corso della riunione odierna del consiglio di amministrazione, occasione in cui è stato illustrato anche il triennio 2026-2028.

Ma le sorprese non finiscono qui. Già due anni dopo, nel 2027, sarà ancora Verdi a dominare la scena scaligera per l'apertura della stagione successiva, grazie a Un ballo in maschera che avrà la regia del celebre cineasta Luca Guadagnino, con Chung nuovamente al podio. Una scelta che consolida la fiducia nella guida artistica del maestro coreano e che promette di attirare l'attenzione del pubblico internazionale con uno dei registi contemporanei più apprezzati nel panorama mondiale.

La programmazione presentata oggi risponde anche a una precisa richiesta del ministero della Cultura, che ha chiesto a tutte le fondazioni lirico-sinfoniche italiane di fornire una prospettiva triennale in vista della ripartizione del Fus, il fondo unico dello spettacolo destinato agli enti pubblici.

Nell'ambito della stessa riunione, la Scala ha confermato Frédéric Olivieri alla guida del corpo di ballo, decisione che sigilla il percorso iniziato a febbraio 2025 quando il sovrintendente Fortunato Ortombina lo aveva scelto per un biennio. Questo incarico è subentrato alle dimissioni anticipate del precedente direttore Manuel Legris. Olivieri, nato a Nizza nel 1961 e tra i più rispettati coreografi europei, vanta un'esperienza ventennale legata alla Scala: è approdato per la prima volta nel 2000 come maestro di ballo, ha diretto la compagnia in due mandati separati (2002-2007 e 2016-2020) e attualmente ricopre il ruolo di direttore della scuola di danza del teatro.

A margine dell'annuncio della conferma di Olivieri, Ortombina aveva commentato senza ambiguità: "Non considero questa scelta un ripiego, anzi mi ritengo fortunato nel nome e nel merito di poter contare su di lui". Il sovrintendente aveva anche chiuso bruscamente la questione relativa ai rumors su una possibile candidatura di Roberto Bolle, chiedendo ai giornalisti di non tornare sull'argomento.