La piazza si è riempita di musicisti, tecnici e amministrativi provenienti dalle fondazioni lirico-sinfoniche di tutta Italia. Circa quattrocento addetti al settore hanno invaso Piazza SS. Apostoli a Roma in una manifestazione promossa dai principali sindacati del comparto: Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal. Accanto ai lavoratori delle orchestre delle fondazioni, erano presenti anche rappresentanti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, del Teatro alla Scala di Milano, della sinfonica di Sanremo e altre realtà orchestrali indipendenti. In tribuna anche il senatore del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini, a testimonianza dell'attenzione trasversale sulla questione.
Pierluigi Filagna, segretario nazionale della Fials Cisal, ha sottolineato l'importanza dell'unione mostrata dai lavoratori, definendola "una spinta di solidarietà che non si vedeva da anni". Il rappresentante sindacale ha poi evidenziato con dati concreti il sottodimensionamento della cultura nelle priorità di bilancio dello Stato: il ministero della Cultura dedica solo 3,5 euro annui per cittadino alle fondazioni lirico-sinfoniche, che moltiplicati per una popolazione di 52 milioni corrisponde a soli 200 milioni di euro complessivi. Filagna ha ribadito il rifiuto di una visione che riduca la cultura a semplice intrattenimento, rivendicando con fermezza ma anche correttezza l'apertura di un tavolo negoziale con le istituzioni.
Il nodo cruciale della vertenza riguarda l'assenza totale di risposte dal ministero della Cultura, sollecitato ripetutamente a intavolare discussioni costruttive. Le organizzazioni sindacali hanno identificato tre punti critici: l'incertezza sugli importi stanziati per il rinnovo dei contratti collettivi; la mancanza di un reale confronto sulla riforma del codice dello spettacolo; la richiesta di esentare il settore dai vincoli della legge 207/2024 sul turnover, che consente assunzioni solo al 75% della spesa relativa al personale uscito, aggravando così la già grave carenza di organici nelle fondazioni.
Nonostante il ministero della Cultura abbia recentemente certificato gli organici funzionali delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche, le istituzioni continuano a ignorare le istanze di migliaia di lavoratori che garantiscono quotidianamente la diffusione della lirica, della musica sinfonica e del balletto nel Paese. Dopo oltre un mese di stato di agitazione e blocco degli straordinari, i sindacati hanno deciso di intensificare la pressione con mobilitazioni in tutte le città sede di fondazioni. La minaccia è esplicita: qualora il governo e le controparte datoriale persisteranno nell'immobilismo, saranno attuate forme di sciopero ben più incisive di quelle finora adottate.