Dopo oltre un decennio di vuoto amministrativo, il comparto culturale veneziano scende in campo in modo organizzato. Imprese, operatori e professionisti del settore hanno deciso di presentarsi in modo coordinato alle prossime elezioni amministrative con una proposta concreta: il ripristino di un assessorato alla cultura in città. Questa figura manca dall'orizzonte amministrativo dal 2015, un'assenza che ha lasciato segni profondi sulla programmazione e sulla gestione delle politiche culturali locali.
La mobilitazione non è casuale. Il settore ha elaborato un manifesto e una roadmap strategica per il futuro culturale della città, partendo da una considerazione fondamentale: investire in cultura non rappresenta una scelta simbolica o una concessione al prestigio, ma una decisione dalle implicazioni economiche e sociali concrete. Come sottolinea Massimiliano Zane, noto osservatore del panorama artistico, la distinzione è cruciale: "c'è chi parla di cultura con la C maiuscola e chi con la minuscola". Una differenza che rispecchia visioni completamente diverse sulla rilevanza del settore.
Il problema non risiede nella mancanza di proposte o idee. Venezia trabocca di progetti, iniziative e protagonisti nel campo culturale. Ciò che manca è una regia centrale, una governance consapevole e competente capace di coordinare, finanziare e orientare strategicamente il settore. In una città dove la cultura rappresenta allo stesso tempo identità cittadina, motore economico e fattore di coesione sociale, questa assenza non è un dettaglio amministrativo: è un vero e proprio limite strutturale che ha frenato lo sviluppo complessivo.
Nelle settimane precedenti le elezioni, osserva Zane, si è assistito a una proliferazione di posizioni sparse e spesso superficiali sulla questione. Molti candidati si sono limitati a toccare l'argomento con atteggiamenti paternalistici e provincialistici, privi di visione autentica o competenza reale in materia. Solo alcuni hanno affrontato il tema con serietà, proponendo un approccio pragmatico e fondato per ricostituire una guida amministrativa robusta.
La mobilitazione del settore rappresenta quindi un segnale importante: gli operatori culturali non intendono più restare in secondo piano rispetto alle dinamiche amministrative cittadine. La presentazione di un manifesto condiviso e di una roadmap programmatica punta a elevare il dibattito pubblico e a responsabilizzare i candidati verso proposte concrete. L'obiettivo è riportare Venezia al riconoscimento del valore strategico della cultura, trasformandolo in priorità di governo.