Domenica sera il Teatro Brancaccio di Roma si è trasformato in palcoscenico per un evento memorabile: la celebrazione dei 25 anni di Leggo, uno dei quotidiani gratuiti più diffusi in tutta Italia. La serata ha radunato protagonisti del settore editoriale, rappresentanti istituzionali e figure di primo piano dal panorama economico nazionale, in un'atmosfera che ha mescolato festa e riflessione sulla storia contemporanea dell'informazione italiana.

Fondato nel 2001, il giornale ha costruito nel tempo un legame solido con i lettori di Roma e Milano, diventando un punto di riferimento stabile nella comunicazione di prossimità. Nel corso di questi venticinque anni, Leggo ha saputo adattarsi alle profonde trasformazioni della società, della cultura urbana e non ultimo del sistema mediatico, modernizzandosi progressivamente verso il digitale e conquistando una presenza significativa sui principali social network. "L'evento ha rappresentato non solo una celebrazione di un traguardo editoriale rilevante, ma anche uno spazio di confronto sul domani dell'informazione, sull'importanza della territorialità e sulla mutevole relazione tra media e cittadini nell'era digitale", spiega una nota diffusa dagli organizzatori.

La serata si è aperta con una lettera di auguri inviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, seguita dall'intervento di Azzurra Caltagirone, numero uno di Leggo, e dall'introduzione del direttore Fabrizio Nicotra, che ha ripercorso i momenti salienti della testata e il suo contributo all'evoluzione del mercato editoriale. Video di complimenti sono arrivati anche dal ministro Matteo Salvini, dal governatore della Lombardia Attilio Fontana e da Nicola Zingaretti, tutti concordi nel riconoscere il ruolo di Leggo nel sostenere il pluralismo informativo e nell'ampliare l'accesso alle notizie a un pubblico sempre più vasto.

A coronare la celebrazione, uno speciale omaggio conclusivo con una cascata di videomessaggi da parte di volti celebri del cinema, della musica e dell'intrattenimento italiano. Tra i nomi più illustri che hanno inviato i loro saluti figurano Carlo Verdone, Lino Banfi, Rosario Fiorello, Carlo Conti, Gabriele Muccino, Francesco Gabbani, Lillo Petrolo, Sal Da Vinci, Laura Pausini, Ezio Greggio e Alessandro Gassmann. Un riconoscimento che sottolinea come il giornale abbia saputo conquistare stima e affetto ben oltre i confini del mondo mediatico, radicandosi nel tessuto culturale e popolare del paese.