La questione del controllo strategico di Pirelli entra in una fase cruciale. Il comitato del Golden Power della Presidenza del Consiglio ha avviato una serie di audizioni presso Palazzo Chigi coinvolgendo i dirigenti del colosso degli pneumatici e i rappresentanti dei principali azionisti. Da una parte c'è la cinese China National Tire and Rubber Corp (Cnrc), controllata da Sinochem, che possiede il 34,1% delle azioni. Dall'altra figura Mtp-Camfin, che ha raggiunto ieri una quota del 25,7% e intende proseguire l'aumento fino al 29,9 per cento. Sebbene le riunioni siano state catalogate come puramente informative, rappresentano un momento decisivo per il futuro della società milanese.
Al centro della controversia vi è la struttura di governance aziendale, divenuta improvvisamente strategica a causa delle crescenti tensioni geopolitiche e tecnologiche tra Washington e Pechino. La questione acquista ulteriore rilevanza in relazione alle nuove misure restrittive annunciate dagli Stati Uniti riguardanti i veicoli connessi, una categoria di prodotti in cui Pirelli svolge un ruolo di primo piano nel mercato globale.
La procedura amministrativa segue un calendario definito. Il pronunciamento finale della struttura italiana preposta al Golden Power è atteso entro il 15 aprile, termine massimo previsto dai 75 giorni concessi dalla normativa vigente. L'istruttoria è iniziata il 30 gennaio, quando i due principali azionisti hanno comunicato l'intenzione di rescindere il patto parasociale che li legava, accordo in scadenza comunque il 18 maggio prossimo.
Durante il procedimento in corso non è da escludere che il governo convochi ulteriori soggetti ritenuti rilevanti per l'analisi della situazione. Nel frattempo, il cronometro corre anche sul versante internazionale: a partire proprio dal 17 marzo gli enti statunitensi avvieranno una ricognizione sistematica delle società che hanno azionisti cinesi nel loro capitale, una mossa che potrebbe influenzare gli equilibri e le decisioni in materia di Pirelli.