Ippolita Baldini, l'attrice milanese classe 1982 conosciuta dal grande pubblico per i personaggi ironici di Zelig e Only Fun, approda al Teatro Oscar di Milano con un nuovo progetto che unisce sacralità e intrattenimento. Da oggi fino a domenica, la performer veste i panni di Santa Chiara d'Assisi nello spettacolo "Una ballata per Chiara", una produzione realizzata da deSidera e Gli Incamminati, con la regia di Luigi Guaineri, che ha anche collaborato alla drammaturgia insieme a Baldini stessa.
Lo spettacolo nasce da una ricerca approfondita che combina il rigore storico e teologico con un'intenzione narrativa tutt'altro che solenne. L'attrice, terziaria francescana, ha affrontato lo studio della figura di Chiara sotto molteplici prospettive: dalla ricerca storica basata sui testi di Chiara Frugoni, all'approfondimento teologico condotto insieme alle clarisse del monastero di Gorla, fino all'analisi laica della sua vita straordinaria. L'occasione è particolarmente significativa in quanto celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco, con il quale Santa Chiara condivise una profonda comunione spirituale.
Ciò che caratterizza questo progetto è la capacità di coniugare il rigore scientifico con la leggerezza narrativa, senza scadere nella superficialità. Come spiega Baldini, non si tratta di un'opera di proselitismo religioso, bensì di un'indagine umana e contemporanea su una figura storica affascinante. Santa Chiara attira l'attenzione per le sue scelte radicali: la povertà assoluta come valore spirituale, l'assenza di proprietà sia personali che collettive nel suo ordine monastico, la stesura della prima Regola composta da una donna nel 1253, e infine la risignificazione della clausura non come prigione ma come spazio di libertà interiore e dedizione alla preghiera.
L'elemento innovativo dello spettacolo risiede nel fatto che una narrazione apparentemente seria e reverendiale viene affrontata con humor e una certa dose di ironia leggera. Le clarisse, con la loro scelta radicale di povertà, rappresentarono una rottura rispetto all'equilibrio socioeconomico dell'epoca medievale, vivendo secondo principi che Baldini paragona provocatoriamente a uno "Woodstock monastico". Due giovani di famiglie benestanti, Francesco figlio di un ricco mercante e Chiara di una famiglia nobile assisana, separati da circa dodici anni di differenza e cresciuti nella stessa città, scelsero la strada della rinuncia materiale, minacciando così i privilegi di casta dell'epoca.
Lo spettacolo "Una ballata per Chiara" rappresenta quindi un'operazione culturale complessa: riportare una figura medievale nel presente attraverso il linguaggio contemporaneo del teatro, senza tradirne la portata storica e spirituale, ma anzi amplificandone la rilevanza per il pubblico moderno. L'appuntamento al Teatro Oscar promette di essere un'occasione per riscoprire una santa troppo spesso marginalizzata dalla memoria collettiva, attraverso la sensibilità e la capacità interpretativa di un'artista che sa bene come mescolare serietà e leggerezza.