Un nuovo episodio di autolesionismo mortale scuote il carcere torinese. Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 18.30, un detenuto italiano 62enne si è tolto la vita impiccandosi nel blocco E, al piano terra della struttura. Il drammatico evento nel penitenziario Lorusso e Cutugno rappresenta l'ennesima perdita all'interno di una realtà già particolarmente critica sotto molteplici aspetti.
A rendere pubblica la notizia è stato il sindacato Osapp, organizzazione che rappresenta il personale della polizia penitenziaria. Secondo l'associazione, questo ennesimo suicidio evidenzia come l'istituto torinese continui a rappresentare una delle situazioni più problematiche all'interno del panorama carcerario italiano, con criticità che affondano le radici in problemi sistemici più ampi.
Leo Beneduci, segretario generale di Osapp, ha riacceso i riflettori sui deficit organizzativi che affliggono il sistema penitenziario nazionale. «Da tempo denunciamo il deterioramento progressivo delle condizioni e delle modalità di gestione», ha dichiarato il sindacalista, sottolineando come Torino incarni negativamente queste problematiche a livello nazionale.
L'organizzazione sindacale ha inoltre lanciato un appello affinché eventuali responsabilità non ricadano sulla polizia penitenziaria, già operante in condizioni di sottorganico. Secondo Osapp, le criticità rimanderebbero piuttosto a carenze gestionali e di supervisione nei livelli amministrativi superiori dell'apparato carcerario, dove risiederebbe la responsabilità primaria di adeguate politiche preventive e di controllo.