La notte scorsa Baghdad è stata teatro di un'operazione militare di notevole intensità. L'ambasciata statunitense nella capitale irachena è finita nel mirino di un'ondata di attacchi coordinati effettuati mediante droni e sistemi missilistici. Secondo le ricostruzioni, almeno uno dei vettori ha raggiunto e colpito direttamente la struttura diplomatica, innescando un'esplosione di considerevole potenza. Le conseguenze dell'impatto sono state subito evidenti: una densa colonna di fumo nero si è alzata dal sito, visibile a chilometri di distanza, e diverse registrazioni video diffuse sui principali social network documentano la scena.

L'attacco non si è limitato alla sola ambasciata. In precedenza, un drone aveva centrato anche un hotel della città dove alloggiavano, tra gli altri ospiti, alcuni membri del personale italiano. Fortunatamente, gli italiani presenti nella struttura non hanno subito danni nell'episodio esplosivo, come confermato da fonti locali.

Secondo gli analisti della sicurezza irachena, quello di questa notte rappresenta l'assalto più massiccio e coordinato dall'inizio delle escalation militari che vedono contrapposti gli Stati Uniti e Israele da un lato, e l'Iran dall'altro. L'operazione testimonia un'intensificazione significativa delle ostilità nella regione e solleva interrogativi sulla stabilità della situazione geopolitica nel Medio Oriente. Le autorità americane stanno valutando l'accaduto e i suoi risvolti diplomatici e strategici.