A distanza di trent'anni dalla morte di Leonor Fini, Milano non smette di riscoprire l'eredità multiforme della straordinaria artista di Buenos Aires. Dopo la grande retrospettiva allestita a Palazzo Reale, la Galleria Tommaso Calabro presenta al pubblico per la prima volta un corpus rarissimo di bozzetti e dipinti che documentano un aspetto poco noto della carriera creativa di Fini: le sue collaborazioni con i principali teatri lirici del continente europeo.

La mostra rappresenta un'occasione unica per esplorare una dimensione diversa dalla pittura, pur sapendo che il genio di Leonor Fini non può essere interamente circoscritto all'etichetta di surrealista. L'artista, infatti, trasferì la sua riconoscibile inventiva anche nel design teatrale, un ambito apparentemente lontano dal suo universo pittorico ma profondamente coerente con la sua visione estetica. La presentazione dei lavori scenografici e dei costumi per le produzioni liriche – dalle scene parigine fino alla prestigiosa Scala di Milano – permette di completare il ritratto di un'artista poliedrica e indomita.

Fin dai suoi anni più giovani, Leonor Fini era celebre per la sua passione per i travestimenti e l'uso creativo delle maschere, elementi che sfoggiava nelle feste e negli ambienti artistici che frequentava. Tuttavia, le collaborazioni dirette con i grandi teatri lirici europei rimangono meno note al grande pubblico rispetto ad altre espressioni della sua arte. Questa lacuna storica è proprio quella che la nuova esposizione intende colmare, rivelando come l'artista argentina abbia saputo trasferire la sua maestria in un linguaggio scenico e visivo completamente nuovo.

La raccolta esposta dalla Galleria Tommaso Calabro consente di tracciare una mappa affascinante dei rapporti fra Fini e il mondo del teatro lirico, mostrando come la creatività dell'artista si sia adattata e evoluta nel contesto delle produzioni sceniche. I bozzetti in mostra testimoniano il rigore progettuale e la qualità artistica con cui Fini affrontò ogni commessa, trasformando ogni nota musicale in una visione plastica e immaginativa.