La situazione nel Sud Sudan si aggrava drammaticamente. Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, a partire dalla prima metà di marzo circa centomila civili hanno attraversato il confine verso l'Etiopia in fuga dai combattimenti. La fuga massiccia è stata innescata da un ordine delle autorità militari di Juba che imponeva alla popolazione di abbandonare le zone controllate dai gruppi ribelli e trasferirsi nelle aree fedeli al governo.

I combattimenti più intensi si concentrano nello stato di Jonglei, nel centro-est del paese, dove ormai da mesi si scontrano le forze fedeli al presidente Salva Kiir con quelle dell'opposizione leale al vicepresidente Riek Machar. La tensione è cresciuta esponenzialmente dopo il collasso, lo scorso anno, dell'accordo sulla condivisione del potere tra i due leader rivali. Machar si trova attualmente agli arresti domiciliari da quasi dodici mesi. Il 6 marzo l'esercito aveva dato un ultimatum agli abitanti di Akobo, principale città controllata dall'opposizione nello stato di Jonglei, ordinando loro di lasciare la zona. Contemporaneamente aveva chiesto alle forze delle Nazioni Unite presenti sul territorio e alle organizzazioni umanitarie di evacuare immediatamente, preannunciando un'offensiva militare. La Missione Onu in Sud Sudan ha rifiutato di ritirarsi.

Le conseguenze umanitarie sono già devastanti. I dati forniti dall'Unicef rivelano che tra gli sfollati la malnutrizione colpisce un bambino su quattro sotto i cinque anni. Solo a Jonglei, dall'inizio dell'anno sono state distrutte ventotto strutture ospedaliere, portando al collasso ulteriore di un sistema sanitario già fragile. L'ospedale di Akobo, simbolo di questa tragedia, è stato completamente saccheggiato e rimane attualmente chiuso, con i pazienti dispersi. La sanità pubblica sudanese, già compromessa da decenni di corruzione, dipende ormai per l'80 per cento dall'aiuto internazionale.

Le difficoltà nel raccogliere informazioni certe rimangono significative: la carenza di reti di comunicazione e il perdurare dei combattimenti rendono complicate le verifiche sui dati. Sebbene l'esercito abbia reclamato il controllo di Akobo, fonti di sicurezza segnalano che gli scontri proseguono nei dintorni della città. Quello che appare evidente è che il Sud Sudan si trova di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti, con migliaia di persone costrette a cercare salvezza oltre i confini nazionali mentre il conflitto politico-militare non accenna a diminuire.