Blanco torna alla ribalta discografica con una confessione profonda sulla sua salute mentale. A pochi giorni dall'annuncio del nuovo album "Ma'", previsto per il 3 aprile 2026, l'artista si racconta senza filtri a Vanity Fair, rivelando il percorso buio che ha attraversato negli ultimi anni e la scelta di intraprendere un percorso terapeutico.

Dopo il trionfo sanremese del 2022 con "Brividi" (in coppia con Mahmood), la vittoria all'Eurovision e le esibizioni negli stadi, qualcosa si è incrinato profondamente dentro di lui. «Ci sono stati momenti dove mi sentivo davvero male, come in un buco», confessa il cantante, descrivendo episodi di vera e propria disperazione. Uno su tutti rimane impresso nella memoria: seduto sul divano per ore, lo sguardo vuoto, fino al momento in cui si è alzato e ha lanciato l'albero di Natale giù dalle scale, ritirandosi poi in un angolo a piangere senza controllo.

La rabbia si è rivelata essere il sintomo principale di questo malessere. Blanco spiega come abbia imparato, grazie all'analisi, a comprendere e rispettare questa emozione, riconoscendo che la propria collera non si riversa mai sugli altri, ma si trasforma in autolesionismo. «Nella vita le ho sempre più prese che date», ammette con amara consapevolezza, sottolineando come a volte abbia fatto del male a se stesso in modo significativo.

Il punto di svolta è arrivato inaspettatamente una notte in spiaggia, conversando con un amico. Quell'incontro, durante il quale l'amico ha condiviso il proprio percorso terapeutico e il cambiamento che ne era derivato, ha rappresentato il catalizzatore decisivo. «Mi sono detto: ci devo andare anch'io», ricorda Blanco. La prima seduta dallo psicoterapeuta è stata traumatica: tremava come un bambino già dopo tre minuti, incapace di controllare il corpo mentre affrontava argomenti legati al suo disagio profondo. Nonostante la difficoltà, ha compreso immediatamente che c'era molto lavoro da svolgere.

Nella copertina del nuovo disco, il cantante ha scelto un'immagine della sua infanzia insieme a sua madre, scattata dal padre quindici anni fa. Un'icona di innocenza che rappresenta il desiderio non di tornare indietro, ma di imparare ad accettarsi così come è oggi. Nel testo dell'album riflette sulla crescita, affermando che diventare adulti non significa automaticamente conquistare libertà, ma piuttosto passare da una visione sognante a una più pragmatica e consapevole: «Crescere fa un po' paura». Il tour promozionale si svolgerà tra aprile e maggio 2026 nei principali palazzetti italiani.