Una vicenda dai contorni ancora poco chiari ha catalizzato l'attenzione del dibattito online italiano negli ultimi giorni di marzo 2026. Protagonista è il dottor Andrea Stramezzi, noto per le sue posizioni critiche rispetto alle politiche sanitarie adottate durante la pandemia, che il 3 marzo viene scoperto privo di coscienza nella propria abitazione a Milano. Il figlio Pietro comunica l'accaduto tramite il social network X, descrivendo un intervento d'emergenza dei Vigili del Fuoco e un successivo ricovero al Policlinico cittadino con conseguente inserimento in terapia intensiva e intubazione. La situazione viene inizialmente rappresentata come particolarmente grave dai familiari.
Ma la narrazione prende una piega inaspettata quando Pietro Stramezzi inizia a ventilare pubblicamente l'ipotesi di un avvelenamento premeditato, argomentando che suo padre rappresenterebbe un elemento "scomodo" per le sue investigazioni relative ai contratti farmaceutici. Questa tesi viene diffusa ampiamente online e accompagnata da una denuncia formale contro ignoti, sebbene nessuna fonte medica abbia finora confermato tale ipotesi. La questione acquisisce ulteriore visibilità nel corso dell'evento romano "Avanguardia del Dissenso", promosso dal generale e membro del Parlamento europeo Roberto Vannacci, dove il figlio annuncia il risveglio e il recupero del padre, riperendone le tesi durante un'intervista alla piattaforma Byoblu.
Ciò che accade successivamente genera perplessità diffusa. L'11 marzo, quando viene comunicata la dimissione ospedaliera, compare sui social una fotografia che mostra padre e figlio seduti a un tavolo di ristorante, apparentemente in condizioni di salute ottimale e sorridenti. Il contrasto tra la precedente narrazione di coma terminale e questa immagine di completo benessere in appena otto giorni suscita interrogativi legittimi tra gli osservatori. Tra i primi a sollevare dubbi è Roberto Burioni, il noto virologo che ha costruito la sua reputazione in anni recenti principalmente sulla comunicazione scientifica relativa ai vaccini. Burioni interviene su X con un messaggio ironico: «Desidero complimentarmi con lo staff medico del Policlinico milanese. Non ho mai documentato nella letteratura scientifica un paziente in condizioni critiche transitare verso uno stato di piena forma fisica nel lasso di tempo occorso qui. Ad ogni modo, la notizia di una persona in buona salute rimane sempre benvenuta».
Ciò che sorprende osservatori e commentatori è la reazione che segue. Barbara Balanzoni, figura spesso contrapposta pubblicamente a Burioni in dinamiche di dibattito scientifico e sanitario, converge verso posizioni analoghe rispetto alla vicenda Stramezzi. Questa convergenza tra due figure tradizionalmente antagoniste genera una frattura inedita all'interno dell'ambito più ampio del dissenso critico verso le autorità sanitarie. Le questioni rimaste irrisolte riguardano l'effettiva natura del malore iniziale, la fondatezza dell'ipotesi avvelenamento e le ragioni della straordinaria rapidità nel recupero funzionale, elementi che continuano ad alimentare dibattiti e speculazioni negli ambienti online dedicati a questi temi, mentre la comunità medica mantiene al momento una posizione discreta sulla questione.