Manuel Agnelli ha raggiunto i 60 anni lo scorso 13 marzo con una prospettiva rinnovata sulla musica italiana. In un'intervista a La Repubblica, il leader degli Afterhours ha rivelato che avrebbe voluto dedicare questo periodo a se stesso, ma la situazione del panorama musicale nazionale lo ha spinto a rimanere attivo. "Vedendo quello che accade intorno a noi, non potevo restare inattivo. Evidentemente questa è la mia natura", ha spiegato l'artista.

Agnelli ha ripercorso il suo cammino nella musica, denunciando come la scena indie degli anni Novanta fosse completamente invisibile nei media mainstream nonostante la sua rilevanza culturale. "Mi sono impegnato enormemente e ho dovuto affrontare molte difficoltà: semplicemente non c'era spazio per noi nelle piattaforme più importanti. Questa consapevolezza mi ha spinto a cercare l'unione tra gli artisti, convinto che insieme potessimo avere maggior forza", ha ricordato. Questo ha portato nel 2001 alla nascita del festival Tora! Tora!, che ha riunito nomi significativi come Subsonica, Marlene Kuntz, Verdena e molti altri rappresentanti della scena alternativa italiana.

Sul Festival di Sanremo 2026, Agnelli non ha risparmiato critiche all'uso pervasivo dell'autotune. "Se veniamo a mancare di veri autori e personaggi capaci di raccontare storie significative, molti di coloro che rimangono sono semplici esecutori senza sostanza. Il problema principale è che una competizione canora come Sanremo accetti l'autotune come pratica ordinaria. Questo significa che non abbiamo imparato nulla", ha affermato. Ha quindi sottolineato la differenza tra l'effetto originario dell'autotune, utilizzato come strumento creativo, e l'utilizzo contemporaneo: "Oggi viene impiegato come correzione sistematica anche dal vivo, una pratica mostruosa che equivale a usare uno strumento che suona da solo. La vera abilità, il rischio, l'imperfezione e la sfumatura che i giovani artisti creano quando suonano autenticamente rappresentano invece un valore autentico che questa generazione sta scoprendo".

Infine, Agnelli ha commentato il destino dei Maneskin, la band che ha rappresentato il maggior successo italiano degli ultimi anni. "È stata un'occasione mancata per tutto il settore musicale italiano. Il loro percorso rivela un provincialismo diffuso nel nostro ambiente che impedisce di valorizzare adeguatamente i veri talenti quando emergono", ha concluso il musicista.