Il sistema ETS (Emission Trading System), pilastro della strategia climatica europea, non sarà smantellato ma sottoposto a un'importante revisione. A confermarlo è Peter Liese, eurodeputato di punta del Ppe sulla questica climatica, che in una dichiarazione ufficiale sottolinea come il meccanismo debba restare in vigore, sebbene con aggiustamenti ritenuti indispensabili per garantire efficacia e sostenibilità futura.

Secondo Liese, è irrealistico pensare che i grandi settori industriali – acciaio, cemento, trasporto aereo – possano azzerare completamente le emissioni a partire dal 2039. Per questo motivo, diventa cruciale assicurare la disponibilità di sufficienti quote di carbonio oltre quella data. L'esponente del Ppe propone un ruolo attivo della Germania come mediatore tra le diverse posizioni nell'ambito della discussione comunitaria, sottolineando il suo potenziale di equilibrio.

Tra le misure specifiche richieste figurano una gestione più graduale nella distribuzione gratuita delle quote, una revisione della riserva di stabilità del mercato per aumentare l'offerta di permessi, e soprattutto la sospensione immediata della cancellazione automatica delle quote. Liese insiste affinché la Commissione europea presenti la sua proposta di revisione già prima di luglio, con una successiva approvazione d'urgenza da parte del Parlamento europeo.

La riforma dovrebbe inoltre integrare i crediti di carbonio internazionali nel sistema post-2039 e riconoscere le emissioni negative, ossia quelle ridotte attraverso tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio. Si tratta di una visione più pragmatica rispetto a uno scenario di transizione zero-emissioni pressoché immediata, che rischia di compromettere la competitività globale dell'industria europea senza garantire benefici ambientali reali.