L'Unione Europea ribadisce la sua posizione sulla crisi dello Stretto di Hormuz: non esiste alternativa al tavolo delle trattative. A dirlo è stata Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri, durante un'audizione davanti alla commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo. Kallas ha sottolineato come il percorso diplomatico rappresenti l'unica strada praticabile per uscire dall'attuale situazione di tensione in una delle zone più critiche del pianeta.

Bruxelles sta intensificando gli sforzi diplomatici coinvolgendo una molteplicità di attori internazionali. Secondo quanto riferito da Kallas, l'Ue sta collaborando attivamente con i Paesi del Golfo Persico, oltre che con la Giordania e l'Egitto, al fine di individuare strategie condivise. L'orizzonte è più ampio: la diplomazia europea sta anche cercando il coinvolgimento di partner provenienti da altre aree geografiche, con l'obiettivo di costruire una coalizione il più possibile inclusiva intorno a soluzioni negoziali.

L'appello della massima autorità diplomatica dell'Ue sottende una consapevolezza condivisa fra gli Stati membri: il protrarsi del conflitto comporta costi insostenibili non soltanto per i diretti interessati, ma per l'intero sistema economico e politico globale. Alla base della strategia europea c'è la convinzione che fermare questo ciclo di violenza rappresenti un interesse comune che trascende gli egoismi nazionali.

Kallas ha evidenziato come esista un ampio consenso sulla necessità di porre termine alle ostilità, anche se l'Ue non ha fornito dettagli specifici sulle proposte concrete attualmente in fase di elaborazione. La sfida rimane quella di trasformare questa volontà politica condivisa in meccanismi negoziali effettivamente operativi, capaci di avvicinare le posizioni dei contendenti e aprire spazi di dialogo reale.