Il governo italiano accelera sui tempi e chiede alla Commissione europea una valutazione immediata del provvedimento sulle bollette energetiche, ancora prima di completare l'iter parlamentare e di notificarlo ufficialmente. È quanto emerge dalle dichiarazioni del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, rilasciate a margine del Consiglio Ambiente riunito a Bruxelles.

Secondo quanto spiegato dal ministro, l'intenzione originaria dell'esecutivo era quella di attendere l'approvazione parlamentare prima di informare Bruxelles sui dettagli dell'intervento relativo al sistema Ets (Emissions Trading System) contenuto nel decreto bollette. Tuttavia, la strategia è cambiata: Roma ha deciso di portare la questione direttamente alla Commissione europea in maniera ufficiale, pur nella fase ancora preliminare dei lavori legislativi.

La scelta riflette l'importanza politica della misura e la volontà di evitare ritardi burocratici. Come ha precisato Pichetto, durante il percorso parlamentare sono possibili modifiche legittime al testo, ragione per cui inizialmente si preferiva attendere l'approvazione definitiva. Ma l'urgenza della questione energetica ha spinto il governo a chiedere fin da subito un parere da Bruxelles, indipendentemente dal completamento della procedura di notifica formale.

Questa mossa strategica rappresenta un tentativo di Roma di semplificare il dialogo con le istituzioni comunitarie su un dossier particolarmente delicato, quello del caro energia e del suo impatto sulle imprese e sui cittadini. Ottenere un'indicazione precoce da parte dell'esecutivo comunitario consentirebbe al governo di eventualmente correggere il tiro prima che la normativa raggiunga la sua forma definitiva, evitando possibili incompatibilità con la normativa europea.