Un acceso scontro politico ha animato il Parlamento europeo in relazione a una conferenza dedicata ai rischi per le libertà democratiche in Italia. Eurodeputati di centrosinistra e sinistra hanno accusato colleghi della maggioranza di governo di tentare di censurare il dibattito, denunciando come provvedimento illegittimo la richiesta di bloccare un'inchiesta dello stesso Parlamento Ue sullo stato di diritto nel nostro Paese.

Gaetano Pedullà, rappresentante del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, ha preso posizione dichiarando che la sinistra non intende piegarsi a quella che definisce una strategia di silenziamento. "Quando proponiamo una riflessione sulla situazione italiana, arrivanno subito accuse di antiitalianità", ha dichiarato, sottolineando come sia la sinistra stessa a rappresentare i valori genuini dell'Italia: "Noi siamo pro-Italia, quella libera e democratica".

Alessandro Zan del Partito Democratico ha radicalizzato il tono, evidenziando quella che reputa una contraddizione nel comportamento della destra: "Fratelli d'Italia protesta quando si parla di democrazia, ma sono stati loro a pressare per bloccare il lavoro della commissione europea sullo stato di diritto. Intanto il governo invita esponenti della destra radicale al Senato, mentre i cittadini soffrono per i costi energetici", ha commentato l'eurodeputato.

Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra ha concluso l'intervento sottolineando come organizzazioni internazionali e media indipendenti abbiano documentato un arretramento significativo della libertà di stampa in Italia. "La risposta non può essere una repressione ancora maggiore attraverso denunce, riforme punitive e consultazioni referendarie", ha avvertito, richiamando l'attenzione sulle priorità da affrontare con misure costruttive piuttosto che restrittive.