La transizione energetica europea necessita di soluzioni innovative e concrete. Durante il convegno 'Industrial Waste Heat' svoltosi a Bruxelles, l'eurodeputata Benedetta Scuderi, membro di Alleanza Verdi e Sinistra, ha illustrato come il recupero del calore di scarto dai processi industriali rappresenti una delle strade più promettenti per affrontare la gravissima crisi energetica che sta investendo il continente negli ultimi anni. Secondo l'analisi presentata, questo approccio potrebbe sostituire una quota significativa dell'utilizzo di combustibili fossili, potenzialmente soddisfacendo circa il 10% dell'intero fabbisogno termico dell'Unione Europea.

Scuderi ha evidenziato che il primo passo fondamentale consiste nel riconoscere ufficialmente il calore industriale recuperato come una delle fondamenta della transizione termica europea. L'eurodeputata ha poi indicato le priorità immediate: eliminare gli ostacoli amministrativi e finanziari che oggi frenano lo sviluppo di questi sistemi, mobilitare investimenti pubblici consistenti e garantire che i benefici siano accessibili anche ai cittadini comuni. Solo affrontando queste criticità sarà possibile sbloccare il potenziale di questa tecnologia.

Per accelerare il cambiamento, Scuderi ha sottolineato l'importanza di politiche strutturali chiare. Una futura strategia comunitaria dedicata al riscaldamento e al raffreddamento, linee guida articolate sulla pianificazione territoriale, meccanismi di mitigazione dei rischi e programmi di finanziamento per l'efficienza energetica possono catalizzare investimenti privati significativi. A questo quadro normativo si aggiungono strumenti come l'Industrial Accelerator Act, il Fondo Europeo per la Competitività e la revisione imminente del pacchetto climatico dell'Ue, tutti fattori che contribuiranno concretamente al successo della transizione termica.

L'obiettivo finale, secondo l'eurodeputata di Avs, deve restare multidimensionale: potenziare l'efficienza energetica, costruire un'autonomia strategica europea nel settore energetico, rafforzare la competitività delle industrie continentali e, non ultimo, generare nuove opportunità occupazionali nei territori. Un approccio integrato che unisce sostenibilità ambientale, sviluppo economico e giustizia sociale, essenziale per garantire che la trasformazione green non lasci indietro nessuno e generi occupazione di qualità nelle comunità locali.