Denis Villeneuve non riusciva a liberarsi da Arrakis. Il regista canadese ha confessato durante la presentazione stampa di ieri a Los Angeles che le immagini del terzo capitolo della saga lo tormentavano giorno e notte, trascinandolo lontano dal progetto successivo - il nuovo film di James Bond - per darsi completamente a questo finale. "Mi svegliavo nel cuore della notte perseguitato da quegli scatti ispirati a Dune Messiah. Alla fine ho ceduto", ha ammesso il cineasta, seduto davanti a uno schermo Imax gigantesco mentre illustrava il materiale ai giornalisti e agli influencer presenti.
Il film, fissato per il 18 dicembre, è già in fase di montaggio, anche se la post-produzione resta ancora molto impegnativa. Torneranno tutti i protagonisti della trilogia: Timothée Chalamet nei panni di Paul Atreides, Zendaya come Chani, Florence Pugh (principessa Irulan), Rebecca Ferguson (Lady Jessica), Javier Bardem (Stilgar) e Josh Brolin (Gurney Halleck). Anya Taylor-Joy riprenderà il ruolo di Alia Atreides, mentre Jason Momoa farà il suo ritorno nei panni di Duncan Idaho/Hayt dopo un'assenza nel secondo episodio. Robert Pattinson entra come volto nuovo nel ruolo dell'antagonista Scytale. Sorpresa per i presenti: Taylor-Joy, Bardem, Zendaya e Pattinson hanno fatto un'apparizione a sorpresa per assistere alla proiezione del trailer.
Villeneuve ha enfatizzato il cambiamento radicale di tono rispetto ai capitoli precedenti. "Mentre il primo film era più contemplativo, seguendo un ragazzo che scopre un mondo nuovo, e il secondo era essenzialmente una storia di guerra, questo sarà molto più ricco di azione, più teso e più muscolare", ha spiegato. La narrazione si sviluppa circa 17 anni dopo gli eventi del film precedente, mostrando Paul alle prese con il peso del potere assoluto e i tentativi di rovesciarlo da parte dei suoi nemici. Malgrado la scala epica e le battaglie in primo piano, il fulcro emotivo rimane la relazione romantica tra Paul e Chani, due personaggi che nel trailer si abbracciano mentre discutono il nome del loro figlio.
Per raggiungere questa visione rinnovata, Villeneuve ha scelto di collaborare con un nuovo direttore della fotografia, Linus Sandgren - noto per i suoi lavori su La La Land e No Time to Die - in sostituzione del precedente. Il regista ha voluto portare la macchina da presa in territori completamente inesplorati della saga: non solo nuove zone del pianeta desertico di Arrakis, ma anche altri mondi completamente diversi. "Il clima di Arrakis è mutato nel corso del tempo. Ho indossato occhiali nuovi per guardare questo universo", ha dichiarato Villeneuve, sottolineando come il paesaggio sia stato completamente reimmaginato rispetto ai film precedenti. I personaggi stessi appariranno "più oscuri e consumati", riflettendo il peso delle vicende vissute fino a questo punto della storia.