Il Parlamento dell'Aia ha dato il via libera a una mozione che richiede lo scioglimento dei Fratelli Musulmani e delle organizzazioni ad essi riconducibili. La votazione si è conclusa con una maggioranza ristretta di 76 voti favorevoli, grazie al cambio di rotta di due formazioni politiche che avevano inizialmente votato contro: ChristenUnie e 50Plus, entrambi tornati sui loro passi dopo le posizioni assunte a fine gennaio.

La proposta proviene dal partito di destra radicale di Geert Wilders e si basa principalmente su uno studio del governo francese che sottolinea i rischi di una "penetrazione silenziosa e duratura" del movimento, accusato di mirare all'introduzione di un ordinamento giuridico fondato sulla sharia. Tuttavia, questa valutazione non trova corrispondenza negli ultimi rapporti ufficiali olandesi sulla sicurezza: il Coordinatore nazionale incaricato della prevenzione terroristica e della difesa dello Stato non cita l'organizzazione come minaccia significativa nei suoi dossier più recenti.

Sorgono inoltre ostacoli di natura normativa che potrebbero compromettere l'attuazione del provvedimento. Secondo quanto riferito dai servizi di intelligence olandesi, i Fratelli Musulmani non operano nei Paesi Bassi come entità giuridica riconosciuta e formalizzata, una circostanza che renderebbe tecnicamente impossibile emanare un veto legalmente vincolante.

L'esecutivo guidato da Rob Jetten mantiene una linea contraria alla mozione. Thierry Aartsen, ministro del Lavoro, ha caldeggiato il rigetto della proposta durante il dibattito parlamentare, riconoscendo come taluni orientamenti del movimento possano suscitare perplessità, ma sostenendo contemporaneamente che la loro influenza concreta rimane marginale e non rappresenta un pericolo concreto per le istituzioni democratiche dello Stato di diritto olandese.