Il rapporto tra guerra, tecnologia e denaro è sempre stato stretto, ma oggi assume una configurazione completamente nuova. A descrivere questo cambio di paradigma è il saggio 'Difendere il futuro. Finanza, innovazione e geopolitica nella nuova economia della sicurezza', appena pubblicato da Egea a cura di Enrico Della Gatta, vicepresidente di Fincantieri e responsabile dell'area Defence Market Business Intelligence del colosso navale italiano. Della Gatta arriva a questo ruolo con un background formativo solido: esperienza attiva nell'Esercito in operazioni internazionali e incarichi presso le massime istituzioni militari nazionali.

Il volume affronta un tema centrale per le democrazie occidentali: il ruolo ormai centrale del capitale privato—venture capital, private equity, fondi strategici—nella costruzione della capacità difensiva e della deterrenza. Non si tratta più di attori marginali, bensì di infrastrutture finanziarie strutturali. Attraverso una ricostruzione che mescola storia, analisi geopolitica, dinamiche industriali e mercati finanziari, l'autore spiega come la difesa si sia trasformata in una vera e propria classe di investimento, con logiche proprie di profitto e innovazione. Il libro esamina casi di successo come Palantir, Anduril e SpaceX, analizza i criteri di valutazione degli investimenti difensivi e traccia i nuovi equilibri fra stato e mercato in questo settore.

Un elemento centrale della riflessione di Della Gatta riguarda il cambiamento nei modelli di approvvigionamento militare. La velocità con cui un'idea innovativa può trasformarsi in un sistema operativo conta oggi più della disponibilità di arsenali statici e tradizionali. L'Europa, sostiene l'autore, si trova di fronte a una sfida cruciale: il ritorno della guerra nel continente rappresenta una lezione dura. Non basta aumentare la spesa militare o invocare la sovranità nazionale. È necessario costruire catene di approvvigionamento robuste, reti industriali e finanziarie capaci di resistere agli shock, e soprattutto serve coraggio imprenditoriale—quella capacità di trasformare l'urgenza strategica in soluzioni innovative e scalabili.

'La sicurezza non è più soltanto una questione di eserciti, ma di capitali', spiega Della Gatta nella prefazione al suo lavoro. Il libro non celebra la guerra né la nasconde dietro retorica consolatoria, ma la analizza concretamente per mostrare come la vera competizione contemporanea si giochi all'incrocio fra innovazione, industria e finanza. La tesi è semplice ma potente: senza capitale non esiste innovazione; senza innovazione non c'è deterrenza credibile; senza deterrenza non c'è pace. Un ragionamento che rovescia la tradizionale separazione fra economia civile e industria della difesa, proponendo una lettura integrata della sicurezza occidentale nel nuovo ordine geopolitico.