Quarantotto tavolette di dimensioni ridotte - non più grandi di una mano aperta - si dispiegano negli spazi della Galleria Arrivada in una mostra che rappresenta un esperimento affascinante sul concetto stesso di narrazione artistica. Protagonista dell'esposizione è Beatrice Pasquali, artista veronese nata nel 1973, che presenta una nuova collezione di lavori realizzati nel corso del 2025 sotto il titolo "Viridium fabula". Ogni opera misura 14 per 14 centimetri e contiene un universo di materiali eterogenei, visioni contrastanti e tematiche insolite che si intrecciano per generare un racconto unitario e coerente.
Ciò che rende particolare questo progetto è il ribaltamento della relazione tradizionale tra opera e spettatore. Come spiega la curatrice Angela Madesani, le didascalie precedono i lavori: questi non sono dunque quadri conclusi e definitivi, bensì "soglie narrative" - veri e propri inviti a completare mentalmente ciò che l'artista ha lasciato volutamente aperto. Ogni pezzo rappresenta un'ipotesi di racconto destinata a evolversi in ulteriori creazioni future, in un dialogo continuo tra passato, presente e opere ancora da realizzare.
L'approccio di Pasquali rispecchia una vocazione concettuale che rimanda direttamente ai maestri del Novecento, con particolare riferimento a Marcel Duchamp. Per l'artista veronese, l'idea di narrazione e la possibilità di raccontarla prevalgono sulla materialità dell'opera stessa: quello che conta non è l'oggetto finito, ma il concetto generativo che lo sottende. I piccoli quadrati si rincorrono nell'allestimento lineare della galleria milanese creando rimandi continui tra loro e con la storia dell'arte, generando così un ordine narrativo completamente inedito.
L'esposizione si muove in uno spazio culturale complesso e affascinante, sospeso tra elemento fiabesco, indagine scientifica, memoria collettiva e riferimenti storici. Non è una mostra che offre risposte definitive, ma piuttosto una provocazione rivolta ai visitatori affinché diventino co-autori dell'esperienza estetica. In questo senso, "Viridium fabula" rappresenta una sfida ai confini stessi di ciò che consideriamo compiuto nel linguaggio artistico contemporaneo.