Un capitolo importante della scena culturale torinese si chiude. Il Museo Ettore Fico, situato in via Cigna nel quartiere Barriera, cessa le operazioni dopo quasi dodici anni di attività. La chiusura sopraggiunge al termine della mostra dedicata a Enrico Berlinguer, che aveva registrato un significativo afflusso di pubblico e confermato il ruolo rilevante dell'istituzione nella vita artistica della città.
La decisione è stata comunicata dalla fondazione privata proprietaria dell'immobile. Il fondatore Ettore Fico, considerata l'età avanzata, non è in grado di proseguire nella gestione diretta della struttura, e la fondazione non ha ritenuto opportuno continuare il progetto in altre modalità. Nessun accordo alternativo appare essere stato raggiunto che potesse garantire la continuità della realtà museale.
Nei dodici anni di apertura, lo spazio ha rappresentato un modello virtuoso di rigenerazione urbana, trasformando un'ex stabilimento industriale in un laboratorio culturale di rilievo. Le esposizioni organizzate hanno mantenuto uno stretto dialogo con il territorio e le comunità locali, affrontando tematiche che univano l'arte contemporanea all'impegno sociale e civile.
L'ultima iniziativa espositiva, realizzata in collaborazione con la CGIL e la Fondazione Gramsci, ha rappresentato particolarmente questa vocazione. La mostra berlingueriana ha attirato visitatori di diverse generazioni, rinnovando l'attenzione sulla memoria politica italiana e sul significato storico della periferia torinese. Nonostante il successo riscontrato, questo non è bastato a invertire la decisione già assunta dalla proprietà.
La chiusura del museo Ettore Fico comporta una perdita per l'offerta culturale torinese, privando il territorio di uno spazio che aveva dimostrato capacità di innovazione e legame autentico con la comunità. Resta da vedere se iniziative pubbliche o nuovi soggetti privati potranno intervenire per preservare questa eredità culturale nel capoluogo piemontese.