La scena musicale italiana pierde una figura importante: è scomparso Bruno Castiglia, visione creativa dietro ai Bisonti, ensemble che ha rappresentato uno dei capitoli più affascinanti della beat music nostrana. Castiglia fondò il gruppo a Milano, tracciando con la sua voce e carisma la strada di una generazione di musicisti che cercavano di coniugare il linguaggio anglosassone con l'anima melodica italiana.
Nei primi anni Sessanta, la formazione originale vedeva Castiglia alla voce e al canto, accompagnato da Gianni Calabria alla batteria, Ennio Castiglia al basso, Angelo Milani alle tastiere e Luigi Biagioni alla chitarra. Il debutto ufficiale avvenne nel 1966, subito raccolto dalla critica che inserì i Bisonti nella categoria dello sweet beat: uno stile caratterizzato da un approccio melodico sofisticato piuttosto che da un impatto ritmico prepotente. Questo elemento contraddistingueva il loro sound, conferendogli una dolcezza e una eleganza riconoscibili.
Il ballottaggio tra i successi e l'oblio costellò la loro parabola artistica. 'Occhi di sole' diventò il loro brano di maggiore presa presso il pubblico, seguito da composizioni quali 'La tua ombra, viso di luce' e 'Richiamo d'amore' che consolidarono la loro reputazione negli ambienti musicali. Nel 1968, tentarono di agganciare l'onda del filone hippie con 'Mi è rimasto un fiore', scelta che però non portò i riscontri sperati. Dopo una partecipazione a 'Disco per l'estate' nel 1970, il gruppo finì progressivamente nell'oblio dei grandi circuiti discografici.
La storia dei Bisonti non si concluse però in quell'era. Il revival degli anni Sessanta che pervase gli anni Ottanta donò loro una seconda opportunità: nel 1985, Castiglia insieme a Calabria, Peppo Gellera e Antonello La Porta tornarono di fronte al pubblico televisivo partecipando a '20 anni dopo', il programma condotto da Red Ronnie su Italia 1. Questa resurrection artistica incoraggiò Castiglia a proseguire con i concerti dal vivo, mantenendo vivo l'interesse per la loro musica per tutto il corso degli anni Duemila.
Con la scomparsa di Castiglia scompare una testimonianza vivente di un periodo in cui la musica italiana osava confrontarsi con i modelli internazionali senza perdere la propria identità sonora e melodica. I Bisonti rimangono un esempio significativo di come il beat italiano riuscì a trovare una sua peculiare dimensione artistica.