Quello che fino a poco tempo fa veniva deriso come un'idea stravagante sta trasformandosi in un fenomeno finanziario reale. I mercati delle previsioni – piattaforme ibride tra case da scommesse e borse valori – stanno attirando sempre più l'attenzione della finanza tradizionale. Troy Dixon, responsabile dei mercati globali presso Tradeweb, ricorda che quando propose di integrare questi strumenti nel proprio servizio di trading, i colleghi lo ritenevano folle. Tutto è cambiato a febbraio, quando l'azienda ha annunciato una partnership con Kalshi: "Siamo stati letteralmente sommersi dalle telefonate", racconta Dixon a Wired. "Non avevamo mai ricevuto una risposta così entusiasta dai nostri clienti".

Tradeweb, controllata dal London Stock Exchange Group (proprietario della Borsa di Londra), opera nel cuore della finanza istituzionale, servendo fondi pensione, hedge fund, banche e compagnie assicurative. Se il dibattito pubblico sui prediction market rimane focalizzato sulle scommesse sportive – tema al centro di accesi scontri legali negli Stati Uniti – la realtà mostra che questi mercati stanno diventando strumenti sofisticati per i trader professionisti. Gli investitori istituzionali puntano su questi contratti per anticipare l'esito delle elezioni, sviluppi geopolitici come la situazione in Iran e le oscillazioni del prezzo del bitcoin, utilizzandoli come base per decisioni di investimento strategiche.

Kalshi, uno dei due giganti del settore, ha già registrato volumi di scambi nell'ordine dei miliardi di dollari grazie agli investitori istituzionali, soprattutto nei segmenti clima/meteo e scienza/tecnologia. Questa settimana l'azienda ha siglato un accordo con Xp International, importante società brasiliana di servizi finanziari, per permettere ai clienti sudamericani di operare sui mercati predittivi di Kalshi attraverso la piattaforma Xp. Lucas Rabechini, responsabile dei prodotti finanziari di Xp, ha definito questi contratti "una nuova classe di asset", segnale di come il settore stia consolidando la propria legittimità nel panorama finanziario globale.

Dal punto di vista normativo, il quadro rimane ancora frammentato. Negli Stati Uniti i prediction market sono regolamentati dalla Commodity Futures Trading Commission, l'agenzia federale che sovrintende ai mercati dei derivati, la quale li classifica come veri e propri prodotti finanziari piuttosto che come gioco d'azzardo. Nonostante crescenti pressioni bipartisan per reclassificarli come gambling, la Cftc mantiene questa posizione. In Europa, invece, la regolamentazione rimane ancora poco uniforme e sviluppata. Questo vuoto normativo, paradossalmente, non frena l'espansione globale del fenomeno: piuttosto accelera la corsa delle grandi istituzioni finanziarie a posizionarsi nel settore prima che le regole si induriscano.