Sabato 28 marzo, a Milano, il Comune apporrà una targa commemorativa sulla facciata del palazzo di corso di Porta Romana dove Dario Fo e la moglie Franca hanno trascorso lunghi anni della loro vita. La cerimonia, voluta direttamente dal sindaco, avrà inizio alle 15.30 e rappresenterà un momento solenne di riconoscimento ufficiale del maestro del teatro italiano, scomparso anni fa e celebre in tutto il mondo.

A rappresentare la famiglia e la Fondazione Dario Fo sarà presente Mattea Fo, la nipote dell'artista e attivista che vanta il Premio Nobel per la letteratura. In una lettera toccante, la giovane donna confida le emozioni contrastanti che la pervadono al pensiero di questo riconoscimento: se da un lato sente gratitudine verso l'amministrazione comunale, dall'altro non può fare a meno di immaginare come il nonno avrebbe reinterpretato ironicamente il momento, trasformandolo in una lezione di teatro.

Matthea ricorda con precisione i luoghi e i momenti significativi legati a quella casa: la sera del novantesimo compleanno di Dario, quando un cancello li separò da un gruppo di provocatori dal quale provenivano insulti carichi di nostalgia fascista. Proprio sotto quelle finestre, davanti a quel cancello che ha segnato un episodio tanto spiacevole quanto memorabile, si svolgerà la cerimonia di dedica della targa. La nipote ha confermato al funzionario del Cerimoniale comunale che parteciperà, anche se non senza fatica emotiva nel comunicarlo.

Nel suo intervento scritto, Mattea sottolinea che la sua non è ingratitudine nei confronti di chi ha organizzato questo gesto, ma piuttosto un'onestà dovuta al nonno e alla nonna Franca. Dario Fo, noto per la sua capacità di smascherare le contraddizioni delle istituzioni attraverso l'ironia e l'arte teatrale, avrebbe certamente colto l'occasione per riflettere criticamente su quanto le celebrazioni ufficiali possono rivelare dei meccanismi del potere pubblico.

Il Comune ha già stabilito i dettagli della manifestazione con la famiglia: sarà presente al momento della scoperta della targa, ascolterà i discorsi ufficiali e parteciperà alle fotografie che documenteranno l'evento. Mattea ha dichiarato di sperare che questa non sia una conclusione, ma l'inizio di ulteriori iniziative che possano mantenere viva l'eredità culturale e civile di uno dei giganti della scena italiana contemporanea.