La guerra in Medio Oriente continua a far salire vertiginosamente il costo dell'energia globale. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha reagito presentando un decalogo di interventi concreti per arginare l'ondata inflazionistica che sta colpendo consumatori e aziende. Il conflitto ha provocato la più grave interruzione dell'approvvigionamento petrolifero della storia contemporanea: il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale corridoio commerciale da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, ha subito una drastica contrazione, creando una penuria artificiale che ha spinto il greggio oltre quota 100 dollari al barile.
Secondo l'analisi dell'AIE, la riduzione dell'offerta da sola non basta a contenere i danni. Per questo l'Agenzia sostiene che è necessario intervenire anche sulla domanda, attraverso misure immediate e capillari che coinvolgano governi, aziende e cittadini. Il 23 marzo 2026, l'AIE ha sottolineato come l'accessibilità economica dell'energia e la sicurezza energetica globale dipendano oggi da azioni concrete di riduzione dei consumi, specie nel settore che più ne risente: il trasporto su strada, responsabile del 45% della domanda mondiale di petrolio.
Il piano dell'AIE parte da interventi immediati nel lavoro: lo smart working emerge come strumento primario per limitare gli spostamenti quotidiani casa-ufficio. Parallelamente, l'Agenzia raccomanda di abbassare i limiti di velocità sulle autostrade di almeno 10 chilometri orari, riducendo significativamente i consumi di carburante per auto private, furgoni e camion. Altra leva importante è la promozione della mobilità collettiva, incentivando cittadini e lavoratori ad abbandonare le auto personali a favore di autobus e ferrovie.
Nell'agenda dell'AIE figurano anche misure urbane innovative: dai sistemi di rotazione delle targhe nelle metropoli ai servizi di car sharing, fino all'ottimizzazione dei comportamenti di guida nei veicoli commerciali attraverso migliore manutenzione e organizzazione dei carichi logistici. Misure che interessano anche il settore aereo, verso il quale l'AIE suggerisce una riduzione dei voli non essenziali, considerando il peso significativo del carburante per aerei nei costi complessivi dei raffinati.
Il rapporto emerge dopo che gli Stati membri dell'AIE avevano concordato, l'11 marzo, il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche per contrastare il rialzo dei prezzi. Un intervento che tuttavia, secondo l'Agenzia, necessita di essere accompagnato da misure strutturali di riduzione della domanda per risultare davvero efficace nel proteggere consumatori e imprese dall'inflazione energetica che la crisi mediorientale continua ad alimentare.