Il festival itinerante Crossroads farà per la prima volta tappa a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, portando sul palco del Teatro Ruggeri uno spettacolo musicale dedicato all'eredità sonora di Totò. L'appuntamento è fissato per il 24 marzo alle 21 con il progetto 'Sepè le Mokò', una creazione del virtuoso del sassofono Daniele Sepe che fonde reinterpretazioni delle musiche originali dei film del celebre attore comico.

A completare il quintetto sul palco emiliano saranno Paolo Zamuner alle tastiere, Alessandro Morlando con la chitarra, Gianluca Capurro al basso, Massimo Del Pezzo alla batteria e Antonello Iannotta alle percussioni. Una formazione affiatata che accompagnerà Sepe nel viaggio attraverso i brani dei maestri che hanno firmato le partiture cinematografiche tra il 1957 e il 1962: da Piero Piccioni ad Armando Trovajoli, da Lelio Luttazzi a Carlo Rustichelli fino ad Alessandro Cicognini e Piero Umiliani.

Daniele Sepe, nato a Napoli nel 1960, rappresenta una figura poliedrica della scena musicale italiana contemporanea. La sua ricerca artistica incrocia il jazz con la world music, il rock con il reggae, dando vita a fusioni sonore che contengono messaggi sociali senza perdere la capacità di toccare le corde dell'immaginario collettivo. Ha iniziato a suonare giovanissimo, a soli sedici anni con il gruppo Zezi di Pomigliano d'Arco, per poi diventare negli anni Ottanta una presenza imprescindibile nelle produzioni discografiche napoletane come strumentista e accompagnatore.

L'affermazione internazionale arrivò nel 1993 con il disco 'Vite perdite', un lavoro che lo impose come solista di rilievo nel panorama musicale italiano. Da allora ha messo in campo una produttività straordinaria, intensificatasi ulteriormente durante i lockdown pandemici quando, impossibilitato a esibirsi dal vivo, ha realizzato numerosi progetti discografici. 'Sepè le Mokò' rappresenta l'evoluzione di un'idea che Sepe aveva già sviluppato nel 1999 con 'Totò Sketches', uno spettacolo che combinava musiche originali alle proiezioni dei film totoiani. La nuova versione, tuttavia, attinge direttamente dalle composizioni autentiche delle colonne sonore, offrendo uno sguardo affascinante sulla storia della musica leggera italiana attraverso il prisma dei grandi capolavori del cinema comico nazionale.