Matteo Cambi non nasconde la consapevolezza di ciò che avrebbe potuto essere e di quello che è diventato. In un'intervista rilasciata a La Repubblica, l'ex imprenditore si confronta senza filtri con il proprio passato, ammettendo che perfino se avesse mantenuto il controllo del suo impero economico, probabilmente avrebbe comunque dilapidato tutto in uno stile di vita senza freni. "Avrei comunque finito tutto in jet privati e cocaina", confessa, tracciando una linea netta tra il successo materiale e la sua incapacità di gestirlo.

Fondatore del marchio Guru, caratterizzato dalla celebre margherita che divenne simbolo dello stile italiano dei primi anni Duemila, Cambi incarnava il sogno di una generazione. Divenuto miliardario quando aveva poco più di vent'anni, il giovane imprenditore si ritrovò catapultato in un universo di lusso sfrenato: Ferrari nel garage, frequentazioni con le personalità più in vista del momento, serate al Billionaire di Flavio Briatore dove pagava per tutti gli ospiti. I calciatori più celebri indossavano le sue magliette, mentre i suoi collaboratori si comperavano ville in Sardegna con gli stipendi da capogiro. Era l'epoca in cui, come lui stesso ricorda, "tutti sognavamo in grande".

L'apice del successo coincise con l'incontro con Flavio Briatore, che lo introdusse nel mondo della Formula 1 propostagli una partnership prestigiosa tra Guru e la Renault. Quella collaborazione rappresentò per Cambi il momento in cui comprese di aver oltrepassato ogni limite delle proprie ambizioni iniziali. Con l'imprenditore piemontese non ebbe solo rapporti commerciali, ma una vera frequentazione che lo portava a casa sua e sulla sua barca, cercando di assorbire ogni segreto del suo metodo imprenditoriale e organizzativo.

Ma questo apice luminoso sarebbe stato seguito da una caduta drammatica. L'arresto nel 2008 e i problemi di dipendenza che emersero pubblicamente segnarono la fine della parabola ascendente. Cambi sprofondò nella spirale della droga, vedendo dissolversi progressivamente quello che aveva costruito. Il contrasto tra le vette raggiunte e l'abisso nel quale precipitò diventò il tema centrale della sua esistenza, un insegnamento amaro su come il successo materiale senza equilibrio personale sia destinato al collasso.

Oggi, il Cambi che racconta la propria storia è profondamente diverso da quello delle luci della Costa Smeralda. Ha smesso di assumere cocaina e ha ritrovato una quotidianità sobria: va a letto alle nove di sera, lontano anni luce dai party che lo vedevano protagonista fino all'alba. La sua trasformazione sarà al centro di una produzione seriale trasmessa su Sky Crime e disponibile su Now, che andrà in onda domenica 29 e lunedì 30 marzo, permettendo al pubblico di ripercorrere nei dettagli la parabola di uno degli imprenditori più controversi dell'Italia contemporanea.