Matteo Salvini si è presentato visibilmente emozionato al pratone di Pontida, nella Bergamasca, indossando la tradizionale camicia verde della Lega in un momento di profondo turbamento per il movimento. Con gli occhi gonfi e le spalle curve, il ministro dei Trasporti ha preferito il silenzio alle parole, affermando a chi gli chiedeva dichiarazioni: «Non è questo il momento per parlare, quello che importa è essere qui». Un gesto simbolico carico di significato in una giornata segnata dall'assenza di Umberto Bossi, il Senatur che per decenni ha guidato il partito.
L'atmosfera nel luogo storico dell'identità leghista - dove nel 1167 i Comuni lombardi sfidarono Federico Barbarossa - era tesa. Accanto a manifestazioni di solidarietà verso Salvini, si sono levate voci critiche da settori interni del movimento, con alcuni militanti che scandivano rivendicazioni sulla direzione futura della Lega. A difendere il leader è intervenuta Francesca Verdini, sua compagna, che ha replicato duramente a chi lo contestava: «Vergognati, sei a un funerale». Il disagio interno era palpabile, con gruppi di leghisti storici che discutevano animatamente del futuro dell'organizzazione.
Secondo quanto riportato, le critiche provenivano principalmente da frange legate a figure del passato come Roberto Castelli e Mario Borghezio, e dai cosiddetti "Popolari del Nord", piuttosto che rappresentare una vera frattura tra i militanti del Nord. Umberto Bossi e il suo fedele Giuseppe Leoni, poco prima, avevano lanciato un appello all'unità di tutte le anime della Lega, consapevoli dei malumori circolanti.
La scelta di Salvini di indossare la camicia verde, nonostante qualcuno gli suggerisse di toglierla, rappresenta un chiaro messaggio: la priorità rimane il Nord e la sua rappresentanza politica. Tra i presenti, diversi sostenitori storici manifestavano fiducia nel leader, benché con qualche perplessità su temi cari alla tradizione leghista come l'autonomia, rimasta largamente incompiuta anche in Veneto. Il leader aveva affidato ai social un ricordo personale poco prima dell'arrivo del feretro, pubblicando immagini che lo ritraevano giovane accanto a Bossi.