Corinne Clery ha compiuto 76 anni mantenendo intatto il suo carattere franco e disincantato. Ospite della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora su Rai Radio 1, l'attrice non ha esitato ad affrontare argomenti delicati con la consueta libertà che la contraddistingue, regalando ai radioascoltatori momenti di sincera autoconsapevolezza.
Durante la conversazione, Clery ha riflettuto sulla sua sessualità con una certa ironia, confessando un pensiero ricorrente: «Mi trovo a rimpiangere di non essere stata lesbica. Sono affascinata dalle donne sia dal punto di vista estetico che intellettuale, ma non su quello fisico». L'attrice ha poi aggiunto con schiettezza che ormai da sette o otto anni la sua vita sessuale è «definitivamente conclusa», sebbene questo non le abbia ancora procurato quella serenità interiore che sperava di raggiungere con l'avanzare dell'età.
Un altro argomento toccato durante l'intervista è stato quello matrimoniale. Alla domanda se considerasse l'idea di risposarsi, Clery non ha escluso la possibilità, ma con una visione piuttosto pragmatica e diversa da quella romantica tradizionale. Secondo lei, un eventuale nuovo matrimonio non nascerebbe da innamoramento, bensì da una profonda amicizia, che definisce come «una forma di amore». La persona in questione sarebbe un caro amico che vive nelle vicinanze, con cui condivide interessi comuni e che, cruciale dettaglio, «non pretende niente» da lei.
Clery ha chiarito la sua preferenza per l'indipendenza abitativa, sottolineando che ogni partner dovrebbe mantenere la propria casa. Nel frattempo, l'attrice afferma di essere perfettamente felice della vita che conduce: vive da sola in compagnia del suo bassotto, cui ha dato il nome ironico di Vasco Rossi. Durante la puntata radiofonica, trasmessa nel giorno del suo compleanno, erano presenti nello studio anche i conduttori Giorgio Lauro e l'attrice Nancy Brilli.
Le dichiarazioni di Clery rispecchiano una lucidità e un'assenza di retorica sul tema dell'invecchiamento e della sessualità, argomenti ancora spesso tabù nel dibattito pubblico italiano. La sua capacità di affrontare questi temi con umorismo e senza vittimismo continua a renderla una figura di spicco nel panorama dello spettacolo nazionale, dove rappresenta un'alternativa ai soliti discorsi convenzionali sulla terza età.