Edward St Aubyn, l'autore che ha conquistato i lettori italiani con la celebre saga dei Melrose, arriva nelle librerie italiane con un nuovo capitolo della sua ricerca narrativa. Il romanzo si intitola "Linee parallele" (Gramma Feltrinelli, 284 pagine, 19 euro) e rappresenta un ulteriore sviluppo della sua indagine sulla sofferenza umana e sul riscatto personale attraverso la letteratura.

La trama ruota attorno a due gemelli, Sebastian e Olivia, la cui esistenza inizia separata dal momento della nascita. Il primo vive con la schizofrenia e segue un percorso terapeutico sotto la guida dello psicanalista Carr, mentre la sorella lavora a un ambizioso progetto radiofonico per la BBC intitolato "Apocalypse", focalizzato sulle probabili cause della prossima grande estinzione planetaria. Il medico che cura Sebastian è anche il padre adottivo di Olivia, creando così una rete relazionale complessa e significativa.

Durante un'intervista con l'ANSA, St Aubyn ha sottolineato come i suoi lavori ruotino attorno a tre pilastri fondamentali: il recupero dalla malattia fisica, la guarigione psicologica e la riconciliazione con le ferite ecologiche del nostro tempo. "Cerco di raccontare la gentilezza e questo rappresenta una sfida letteraria considerevole," ha dichiarato lo scrittore nato nel 1960 in Cornovaglia. Ha evidenziato come il percorso di guarigione di Sebastian, nonostante i suoi disturbi mentali gravi, incarni un messaggio di speranza autentica.

Quando gli è stato chiesto se "Linee parallele" potesse configurarsi come un seguito della saga dei Melrose, St Aubyn ha precisato le differenze fondamentali. Mentre i Melrose rappresentano il paradigma della famiglia disfunzionale e appartengono a un'epoca ormai quasi estinta, i Carr incarnano una famiglia realizzata e armoniosa. Ha aggiunto ironicamente che "potrebbe essere interessante scrivere un sequel dei Melrose per osservare che cosa fanno oggi, negli anni Venti del ventunesimo secolo."

Riguardo ai suoi prossimi progetti, lo scrittore ha confermato che porterà a termine una nuova serie di opere. Sorprendentemente, possiede già il titolo del terzo romanzo: "Convergenze". Questo rappresenta un'eccezione nelle sue abitudini creative, poiché normalmente la scelta del titolo è un processo lungo e faticoso. La struttura simbolica è significativa: se i due romanzi precedenti presentavano titoli composti da due parole ("Doppio cieco" e "Linee parallele") per evocare concetti di divisione, "Convergenze" suggerisce un movimento verso l'unificazione dopo le molte fratture narrative.

Un tema ricorrente nella sua opera riguarda il rapporto tra scienza e letteratura nella rappresentazione della realtà umana. St Aubyn si interroga sul fatto che la ricerca scientifica, pur raggiungendo risultati straordinari, fatica a fornire spiegazioni univoche su questioni decisive come la coscienza, la memoria e l'identità. Parallelamente, osserva come i valori narrativi fondamentali - compassione, gentilezza, magnanimità - risultino sottorappresentati nella letteratura contemporanea, nonostante la loro importanza esistenziale.