Il Metropolitan Museum di New York ha inaugurato una retrospettiva destinata a ridisegnare la percezione di Raffaello Sanzio. Curata da Carmen Bambach in otto anni di lavoro, l'esposizione resterà aperta fino al 28 giugno e propone una lettura radicalmente nuova del maestro rinascimentale, smontando il cliché secolare che lo riduce a pittore di dolci Madonne idealizzate. Attraverso 237 opere—tra cui 23 quadri, 142 disegni e altri materiali documentari—emerge un artista poliedrico: innovatore radicato nel reale, imprenditore colto e visionario capace di gestire uno studio-bottega con la sofisticazione di un moderno Andy Warhol o Jeff Koons.

La mostra ripercorre la carriera meteoritica del pittore dalle origini modeste di Urbino fino ai trionfi della Roma papale, concludendosi con la morte prematura nel 1520. Bambach ha arricchito il racconto con testimonianze umane talvolta scomode: accanto alle icone spirituali convivono documenti sulla tragedia della maternità nel Cinquecento, incluso il cosiddetto "Libro della cera" che registra le spese funebri per la madre di Raffaello e due sorelle morte al parto nel 1491. Questo approccio biografico restituisce profondità al personaggio, rivelando un uomo consapevole della fragilità umana, non solo un genio astratto.

I prestiti internazionali testimoniano l'importanza dell'evento. La National Gallery di Washington ha concesso la Madonna dell'Alba, il Louvre il Ritratto di Baldassarre Castiglione, mentre Vienna, Oxford, Amsterdam e le collezioni private di Chatsworth hanno fornito studi per la Trasfigurazione, ultimo capolavoro del maestro. L'Italia, partner privilegiata del Met secondo il direttore Max Hollein, ha contribuito generosamente: la Galleria Nazionale delle Marche con La Muta e la Santa Caterina, la Borghese con La Dama con l'Unicorno, Palazzo Barberini con la Fornarina. Un pezzo straordinario proviene dalla Pinacoteca di Bologna: l'Estasi di Santa Cecilia, dipinta nel 1518, un capolavoro della maturità dove gli strumenti musicali abbandonati ai piedi della santa simboleggiano il distacco dai piaceri terreni.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato come questi prestiti testimoniano "un'alleanza strategica" e l'impegno italiano nel condividere il patrimonio con il pubblico globale. L'audio guida della mostra, narrata da Isabella Rossellini, guida i visitatori attraverso una reinterpretazione che supera la "sovrasaturazione" iconografica cui Raffaello è stato sottoposto nei secoli. Come afferma la curatrice, l'obiettivo è stato restituire "non solo il genio dell'artista, ma la persona dietro le opere": un uomo del Rinascimento in tutta la sua complessità, innovatore tecnologico per i suoi tempi, capace di auto-promozione e di costruire un'azienda artistica senza pari nella storia.