Debutta oggi in esclusiva streaming su MYmovies ONE uno dei progetti cinematografici più promettenti degli ultimi mesi. Si tratta dell'opera prima di Una Gunjak, giovane regista bosniaca che ha già attirato l'attenzione della critica internazionale con una menzione speciale al prestigioso Festival di Locarno, nella sezione dedicata ai "Cineasti del presente". Un riconoscimento che sottolinea il talento di una creativa destinata a farsi notare nel panorama cinematografico europeo.
Il lungometraggio affronta frontalmente il tema della ricerca di accettazione nell'era digitale, mettendo in scena le fragilità che caratterizzano l'adolescenza contemporanea. La storia ruota attorno a Iman, una giovane insicura che nutre una segreta attrazione per Damir, compagno più grande di lei. Durante un gioco di "obbligo o verità" con i coetanei, Iman sostiene falsamente di aver avuto una relazione intima con il ragazzo, alimentando volutamente una voce per acquisire prestigio sociale. Quel che inizia come una piccola esagerazione si trasforma rapidamente in un incendio incontrollabile, diffuso dai social network e amplificato dalle dinamiche di gruppo che caratterizzano il contesto scolastico.
Intrappolata nella propria bugia, Iman si ritrova costretta a mentire sempre più elaboratamente nel tentativo di salvare la faccia. Supportata soltanto dall'amica Hana, manovra disperatamente per incontrare Damir, sperando di trasformare la fiction in realtà. Tuttavia, la situazione sfugge completamente al suo controllo quando la ragazza si inventa un episodio ancora più grave, innescando uno scandalo che investe l'intera comunità scolastica e mette a rischio l'organizzazione della gita di classe.
L'ispirazione narrativa affonda le radici in una vicenda reale che ha fatto scalpore sulla stampa globale: il caso delle sette adolescenti di Banja Luka, Bosnia, che nel 2014 rimasero incinte dopo una gita scolastica a Sarajevo. Un episodio che ha svelato le profonde contraddizioni di una società ancora fortemente legata a valori patriarcali e moralisti, dove le istituzioni incarnano pregiudizi radicati e difficili da scardinare.
A sostenere il film è la protagonista Asja Zara Lagumdzija, immortalata da una regia che mantiene costantemente il focus sul suo viso, come se fosse permanentemente esposta allo scrutinio altrui: quello dei compagni, dei genitori, degli insegnanti. L'attrice affronta questo peso emotivo con notevole maturità interpretativa, esponendo con crudo realismo l'incertezza e la vulnerabilità di chi si sente costantemente osservato e giudicato. La sua espressione, densa di turbamento e fragilità, rimane impressa nella memoria dello spettatore ben oltre la fine della proiezione.