Con l'energia di una vera rockstar, Zahi Hawass ha conquistato il pubblico romano nella serata di ieri al Teatro Argentina. L'illustre egittologo, a pochi mesi dal compimento dei settantanove anni, ha aperto il suo intervento con autoironia, paragonandosi egli stesso a un faraone dopo una carriera iniziata quasi sei decenni fa. L'evento, condotto da Roberto Giacobbo, era stato organizzato per promuovere la mostra Tesori dei Faraoni allestita alle Scuderie del Quirinale, la quale rimarrà aperta fino al 14 giugno prossimo.

Durante la sua ora di lezione magistrale, Hawass ha affrontato numerosi temi legati ai suoi studi e alle scoperte che hanno caratterizzato la sua carriera scientifica. Ha ribadito con forza la necessità di combattere le false credenze sulla storia egizia, affrontando direttamente il mito secondo cui civiltà extraterrestri avrebbero costruito le piramidi. Ha inoltre mosso critiche specifiche nei confronti di due ricercatori italiani che avrebbero annunciato il ritrovamento di strutture cilindriche sotto la piramide di Chefren, definendo le loro conclusioni completamente errate e lamentando che non si siano avvalsi della consulenza di esperti egittologi per validare i dati.

Per rendere la ricerca archeologica più accessibile alle nuove generazioni, Hawass ha rivelato di aver collaborato con lo youtuber MrBeast, considerandola un'occasione strategica per diffondere una corretta comprensione della storia egiziana attraverso i canali di comunicazione contemporanei. Nel corso della presentazione, ha ripercorso i momenti salienti delle sue indagini scientifiche: dalla scoperta della Grande Cavità all'interno della Piramide di Cheope, ai recenti scavi a Saqqara e ai progressi dell'Egyptian Mummy Project, che impiega tomografia assiale computerizzata e metodologie innovative per analizzare i resti mummificati.

Ma il momento più atteso è stato l'annuncio di scoperte imminenti. Hawass ha dichiarato con sicurezza che il prossimo anno porterà alla luce i segreti celati all'interno della Grande Piramide, anticipando inoltre il ritrovamento della tomba di Imhotep nel breve termine. Ha inoltre accennato che entro poche settimane rivelerà l'identità di una giovane mummia su cui il suo team sta conducendo test diagnostici avanzati. L'egittologo ha concluso esprimendo il suo desiderio più profondo: ricevere la notizia del ritrovamento della tomba di Nefertiti, che definirebbe come la telefonata più significativa dell'intera sua esistenza.