Il mondo dell'arte italiana perde una protagonista silenziosa ma determinante. Anna Pedron Fasol, scomparsa all'età di 88 anni, ha rappresentato per oltre cinquant'anni una presenza costante nella scena collezionistica contemporanea, operando sempre in coppia con il marito Giorgio Fasol. La loro partnership artistica, iniziata quasi spontaneamente alla fine degli anni Sessanta, si è sviluppata fino a raggiungere una riconoscenza internazionale che ha trasformato una passione privata in un patrimonio pubblico di straordinaria importanza.
Origini dalla Bassa Veronese, tra i comuni di Angiari e Legnago, Anna proveniva da una famiglia con radici imprenditoriali solide: la gestione di una concessionaria Ford rappresentava il nucleo dell'attività economica familiare. Proprio in questo contesto di dinamismo economico territoriale, Anna e Giorgio svilupparono negli anni Ottanta anche un'impresa personale nel settore degli autoricambi. Ma parallelamente a questa attività commerciale, nacque e crebbe un'ossessione culturale ben più profonda: quella per l'arte del presente, intesa come campo di scoperta continua, di approfondimento critico e di condivisione consapevole.
La collezione AgiVerona rappresenta il frutto maturo di questa lunga ricerca. Attraverso decenni di acquisizioni oculate e visione estetica, Anna e Giorgio hanno costruito un insieme di opere che oggi costituisce il nucleo fondamentale del Museo del Contemporaneo dell'Università di Verona. Non si tratta semplicemente di un lascito economico, ma di una testimonianza concreta di come il collezionismo consapevole possa trasformarsi in risorsa educativa per le nuove generazioni, mettendo l'arte a disposizione dell'istruzione universitaria e della comunità locale.
La scomparsa di Anna Pedron segna la fine di un'epoca particolare nella storia culturale veronese, quella in cui individui privati potevano ancora modellare significativamente il paesaggio artistico pubblico. La sua eredità rimane tangibile nei corridoi dell'università e nelle menti di quanti hanno avuto modo di fruire della collezione che lei e il marito hanno pazientemente assemblato, generazione dopo generazione.