A Roma, presso il Ministero della Cultura, hanno preso avvio oggi le celebrazioni per il centenario della nascita di Dario Fo, il grande artista e drammaturgo premio Nobel, nato il 24 marzo 1926. In questa occasione, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi ha ripercorso il suo legame personale con lo storico intellettuale italiano, richiamando i cinque anni di intensa collaborazione e scambio culturale tra loro due. Mazzi ha descritto Fo come un genio caratterizzato da un'energia creativa inesauribile, uno spirito curioso e appassionato che la consacrazione del Nobel aveva definitivamente iscritto tra i giganti della cultura mondiale.

Durante il suo intervento, Mazzi ha però voluto condividere con il pubblico un rimpianto che lo accompagna da dieci anni. Nel 2014, quando si trovavano a Napoli per registrare lo spettacolo 'Lu santo Jullare Francesco', ebbe luogo una breve occasione di incontro tra Fo e il musicista Pino Daniele nella hall dell'albergo dove alloggiavano. Sebbene il dialogo fosse stato fugace, esso aveva lasciato un'impressione profonda su Daniele, tanto da indurre il figlio Alessandro a contattare Mazzi con una richiesta particolare.

Alessandro Daniele, all'epoca impegnato nella realizzazione di un documentario su suo padre, aveva proposto di registrare un vero e proprio dialogo approfondito tra i due artisti, uno scambio di interventi che avrebbe rappresentato un momento di straordinario valore culturale. Tuttavia, Mazzi decise di declinare l'invito, preoccupato dalle condizioni di riposo del premio Nobel, il quale si era appena ritirato nella sua stanza. Quella scelta, motivata da un proposito protettivo, si rivelò tuttavia contraria alle vere intenzioni di Fo, il quale, quando venne messo al corrente dell'accaduto, espresse il suo forte disappunto verso l'assistente, rimpiangendo profondamente la mancata occasione.

La vicenda rappresenta per Mazzi una lezione di vita rimasta impressa nel tempo. 'Sarebbe stato meraviglioso veder dialogare due colossi come loro', ha affermato il sottosegretario, sottolineando come l'incontro tra personalità di tale levatura avrebbe offerto al pubblico un momento indimenticabile. La mancata realizzazione di quel progetto rimane per Mazzi l'emblema di una verità universale: è sempre preferibile tentare, agire e rischiare, piuttosto che non fare nulla per prudenza o cautela.