Fino al 17 maggio, le Terme di Diocleziano a Roma si trasformano in uno spazio di riflessione filosofica grazie alla mostra 'Metamorphoses' dell'artista cinese Wu Jian'an. Il progetto, inaugurato il 25 marzo, rappresenta un affascinante ponte tra due universi culturali: da un lato la mitologia classica di Ovidio e la tradizione occidentale, dall'altro la spiritualità taoista e l'artigianato orientale. Un dialogo che trova nella trasformazione il suo tema conduttore, il filo rosso che collega l'antico al contemporaneo.

La scelta della location non è casuale. Come spiega Umberto Croppi, curatore della mostra per conto della Fondazione Berengo, le Terme rappresentano il luogo ideale per questa ricerca artistica: uno spazio dove il corpo si rigenera, dove avviene una trasformazione fisica e simbolica, dove la vita e la morte convivono nelle sepolture. Wu Jian'an, pur giovane ma già affermato sulla scena internazionale dopo la Biennale di Venezia del 2017, ha riconosciuto immediatamente questa coerenza e ne ha fatto il cuore del suo progetto espositivo.

Le opere esposte negli ambienti delle Aule X e XI-XIbis testimoniano la versatilità tecnica dell'artista e la sua capacità di rinnovare le tradizioni artigianali cinesi. La collezione 'Masks' comprende 360 sculture realizzate mediante l'intaglio del cuoio, mentre 'The Heaven of Nine Levels' rappresenta un'altra serie monumentale. Accanto a questi lavori trovano spazio sculture in vetro e creazioni in carta, tutte realizzate con una precisione quasi maniacale. Il cuoio traslucido si stratifica creando composizioni che cambiano con le variazioni di luce, mentre il vetro cattura istanti di trasformazione in forme cristalline e trasparenti.

Secondo Federica Rinaldi, direttrice del Museo Nazionale Romano, Wu Jian'an affronta direttamente il tema ovidiano della metamorfosi come strumento narrativo per spiegare l'origine delle cose e per indagare le fragilità intrinseche della condizione umana. Non si tratta di una semplice esposizione di opere, bensì di un'esperienza meditativa dove arte e artigianato, tecniche orientali e occidentali, si incontrano per raccontare il significato profondo del mutamento. L'artista stesso interroga la vita e le sue trasformazioni partendo dalla letteratura cinese per approdare a quella occidentale, da Ovidio fino a Kafka, creando installazioni di grande impatto visivo perfettamente integrate negli spazi simbolici del luogo.