Claudio Mattone ritorna con 'C'era una volta...Scugnizzi', il musical che da ventidue anni rappresenta un ponte tra il talento giovanile e il palcoscenico. La quarta edizione andrà in scena dal 10 aprile all'Augusteo di Napoli, con una compagnia di ventiquattro giovani attori scelti tra quasi millecinquecento candidati. Una selezione rigorosa che rispecchia la mission del maestro: offrire ai ragazzi non solo un'opportunità artistica, ma un modello positivo di crescita.
Lo spettacolo racconta il contrasto tra due percorsi opposti: don Saverio, un prete di strada interpretato da Alfonso Giorno, e il boss camorrista 'o Russo, ruolo affidato a Ciro Salatino. I due personaggi, detenuti insieme in un istituto minorile, si ritrovano da adulti su fronti diametralmente opposti. Mentre il primo dedica la vita al recupero dei giovani dalla criminalità, il secondo li sfrutta per alimentare i propri traffici illeciti. Una trama che affronta il tema cruciale dei minori a rischio, questione che Mattone definisce centrale nella sua opera artistica. La regia, affidata ancora a Mattone con l'aiuto di Claudia Cortellesi, è arricchita dalle scene di Bruno Garofalo, dai movimenti coreografici di Gino Landi e dai costumi di Francesca R. Scudiero.
Matone difende apertamente la propria scelta creativa contro una certa tendenza contemporanea: 'Molte opere pretendono di dire la verità ma idealizzano modelli negativi, generando danno soprattutto ai giovani spettatori. Nel mio piccolo ho sempre cercato di proporre figure positive, non paternalistiche, che parlino il linguaggio contemporaneo dei ragazzi'. Una posizione che si rivela vincente: dal palcoscenico degli Scugnizzi hanno mosso i primi passi artisti oggi affermati come Massimiliano Gallo, Serena Rossi, Andrea Sannino e la cantante FLO.
Il maestro non nasconde preoccupazioni per la situazione culturale di Napoli. 'La città sta attraversando una fase difficile, un certo degrado e abbandono dei valori culturali', commenta con rammarico. Critica anche il rischio di ridurre Napoli a stereotipi, quando invece la metropoli meriterebbe maggiore attenzione verso la bellezza e la qualità. Su un altro versante, Mattone invita a una riflessione matura sulla parola 'riscatto': 'Se ne parla con troppa leggerezza, quasi con provincialismo. Il vero riscatto arriverà grazie alla qualità dei giovani in crescita, ma non sarà questione di giorni'.
Il progetto, prodotto da Claudio & Tullio Mattone-Napoliteatro srl con orchestrazioni di Pino Perris, conferma il ruolo di vivaio di talenti che caratterizza questa esperienza teatrale. I protagonisti sono giovani segnati da fragilità ma dotati di sogni importanti, spesso costretti a maturare anzitempo. Le loro storie, incarnate sul palco, parlano di scelte difficili, speranza e possibilità di riscatto, offrendo una narrazione attuale che risuona con le sfide della realtà contemporanea.