Una pagina importante della cultura italiana si appresta a scrivere un nuovo capitolo nel riconoscimento mondiale. Il Segretariato dell'Unesco ha ricevuto oggi a Parigi la candidatura ufficiale per l'inclusione de "Il presepe, dalle origini alla tradizione culturale, e l'arte di crearlo" nella prestigiosa Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Un traguardo che vede l'Italia assumere il ruolo di protagonista assoluto, supportata da una partnership internazionale che allarga lo sguardo oltre i confini nazionali.

La candidatura non è un esercizio burocratico, ma rappresenta il riconoscimento di una pratica che affonda le radici nella storia medievale della Penisola. Le origini della tradizione presepiale vengono ricondotte alla prima rappresentazione popolare organizzata da San Francesco d'Assisi, evento che ha trasformato una liturgia religiosa in un'esperienza collettiva capace di toccare le corde emotive di intere comunità. Nel corso dei secoli, il presepe ha mantenuto questa capacità di aggregazione, trasmettendo di generazione in generazione non solo un significato spirituale, ma soprattutto un sapere artigianale straordinario fatto di tecniche raffinate e creatività senza limiti.

Accanto all'Italia, figurano nella candidatura anche la Spagna e il Paraguay, una scelta che evidenzia come questa tradizione abbia sviluppato una portata veramente globale. Sebbene il presepe conservi forti radici territoriali nei paesi di origine, il suo linguaggio universale l'ha trasformato in un simbolo di identità condiviso ben oltre l'Europa, diventando ponte naturale per il dialogo interculturale. Proprio questa dimensione transnazionale rappresenta uno degli elementi centrali della richiesta, sottolineando come il presepe possa fungere da strumento di conoscenza reciproca tra popoli e culture diverse.

Il cammino verso il riconoscimento seguirà un iter specifico. Dopo il superamento della fase formale in sede Unesco, la documentazione sarà sottoposta all'esame dell'Organo di valutazione per una verifica tecnica accurata. La decisione finale spetterà al Comitato del Patrimonio Immateriale, che si pronuncierà nel dicembre 2027. Un calendario che lascia spazio a ulteriori approfondimenti e confronti, ma che rappresenta comunque un passo concreto verso il riconoscimento ufficiale di una delle espressioni più autentiche e significative della cultura italiana nel panorama mondiale.