Una storia lunga più di sei decenni, iniziata quando Ricky Gianco era poco più che un adolescente e Gino Paoli già affermato nella musica italiana. Il cantautore classe 1943 ha ripercorso i momenti più significativi della loro amicizia in una conversazione con l'ANSA, rivelando anche che pochi giorni prima della scomparsa di Paoli i due si erano sentiti telefonicamente, come accadeva periodicamente da quando si erano conosciuti.

L'incontro fondamentale risale a quando Gianco aveva soli 17 anni. Fu il compositore Gianfranco Reverbieri a portarlo a Milano, alla casa editrice Ricordi, dove il giovane cantautore si trovò circondato da alcuni dei nomi più importanti della musica italiana: Luciano Bindi, Luigi Tenco, lo stesso Paoli, Dario Jannacci e Sergio Endrigo. Tutti significativamente più grandi d'età, ma subito disponibili verso il ragazzino che diventò quasi una mascotte del gruppo. Con Paoli, racconta Gianco, la connessione fu immediata e naturale, come se una familiarità precedente già li legasse.

Dalla loro relazione nacquero anche collaborazioni artistiche rimaste nel cuore di Gianco. Una delle più significative fu "Come un bambino", nata da una richiesta di traduzione di un brano degli Everly Brothers che Paoli accettò immediatamente. Scoperto poi che il pezzo originale era una canzone francese, questo stimolò ulteriormente la creatività di Paoli, che infine accettò di cantare il brano insieme a Gianco, sebbene il suo nome comparisse sul disco in modo anonimo, presumibilmente per questioni contrattuali. Tra le altre collaborazioni care a Gianco spicca "Parigi con le gambe aperte", realizzata a fine anni Ottanta con Gianfranco Manfredi, un altro grande amico scomparso un anno fa.

Per Gianco, l'importanza di Paoli nella sua vita va ben oltre la musica. Lo descrive come una figura paterna, un fratello maggiore che ha sempre mantenuto una straordinaria autenticità umana, caratteristica che il cantautore enfatizza contro le dicerie che lo descrivevano come scostante o antipatico. Secondo Gianco, Paoli semplicemente non si apriva con chiunque, ma quando lo faceva era genuino e senza artifici, mai falso o opportunista. Una qualità che condivideva con Luigi Tenco e con Ornella Vanoni, tutti personalità forti che non scendevano a compromessi con la loro natura.

Gianco auspica che Paoli venga ricordato anzitutto per l'enorme contributo dato alla musica italiana e per il talento straordinario che ha dimostrato lungo tutta la sua carriera. Un talento che, secondo il suo amico, era alimentato da una curiosità inesauribile e da una capacità di immergersi completamente nell'arte musicale. Negli ultimi tempi, anche la scomparsa di Ornella Vanoni, avvenuta pochi mesi prima di quella di Paoli, ha colpito profondamente Gianco, che vede in questa sequenza di perdite qualcosa di più che semplice coincidenza.