ROMA – Giulia Boverio ha passato undici anni sui set televisivi diventando uno dei volti più familiari per gli spettatori italiani di Disney Channel. Il suo personaggio, Valentina della serie 'Quelli dell'intervallo', l'ha resa celebre a partire dagli anni Duemila, quando i social media non erano ancora protagonisti della cultura popolare. Oggi, a trent'anni, ripercorre un viaggio complesso: dalla difficoltà di abbandonare un'identità costruita sullo schermo alla dipendenza dall'alcol, fino al cammino verso la guarigione che documenta nel suo primo libro 'Figli del buio' (Edizioni Piemme) e nel podcast 'Fuori dal buio', parte dell'universo editoriale di One More Time di Luca Casadei.
L'accesso al mondo dello spettacolo per Boverio non è stato frutto di una vocazione coltivata sin dall'infanzia, ma piuttosto di una fortunata coincidenza. Proveniente da una provincia tranquilla, senza pressioni familiari verso il mondo dello spettacolo, la giovanissima attrice si è trovata catapultata in un ambiente sconosciuto, quasi per casualità. Durante l'adolescenza ha dovuto gestire una popolarità che aumentava man mano che la serie guadagnava ascolti, pur mantenendo uno stile di vita ordinario in una realtà ancora priva di piattaforme digitali. Il riconoscimento avveniva principalmente in strada, dove i passanti la fermavano per salutarla.
Gli anni della carriera televisiva si sono rivelati complessi dal punto di vista psicologico e sociale. A scuola, alcuni insegnanti mantenevano un atteggiamento sprezzante nei suoi confronti, liquidandola come la ragazzina che recitava in televisione, mentre i compagni si permettevano battute frequenti. Boverio adottò una strategia di minimizzazione, tentando di non distinguersi dal gruppo e provando disagio quando si trovava fianco a fianco con altre star internazionali, percependo una distanza incolmabile rispetto al loro entourage professionale. La struttura familiare ha giocato un ruolo determinante nel tentativo di mantenere un equilibrio durante questa fase delicata della crescita.
La fine della carriera televisiva è sopraggiunta quando Boverio aveva ventun anni. Questo momento di transizione, invece di rappresentare un'opportunità di rinnovamento, ha segnato l'inizio di un periodo di depressione profonda e di dipendenza dall'alcol. L'attrice descrive questo stato come un 'congelamento totale' dove le emozioni positive scompaiono, lasciando spazio al dubbio, al malessere e al senso di inadeguatezza. La vergogna, sostiene, rappresenta il primo campanello d'allarme, precedendo persino i comportamenti di isolamento.
Attualmente, Boverio sta trasformando la sua esperienza personale in uno strumento di supporto per altri. Attraverso il podcast e il libro, sottolinea l'importanza cruciale delle storie personali nel dimostrare che le situazioni apparentemente senza via d'uscita possono effettivamente essere affrontate e superate. La sua missione consiste nel dare voce alle fragilità umane e nel creare uno spazio di dialogo attorno alle dipendenze, mostrando che la risalita è possibile anche dopo i momenti più bui.