Un'operazione della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha portato al sequestro di patrimoni consistenti collegati alla criminalità organizzata. Nel mirino è finito Giovanni Cipolletti, considerato una figura di rilievo all'interno della struttura camorristica attiva nella zona di Caivano, nell'hinterland napoletano. Il decreto di sequestro, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Napoli, interessa beni complessivi valutati intorno ai 20 milioni di euro, tra cui quattro società commerciali, due immobili e 39 rapporti bancari e finanziari.

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal capo centro Antonio Galante, Cipolletti ricopriva un ruolo strategico all'interno del clan Angelino-Gallo: gestiva personalmente l'attività estorsiva in quella porzione della provincia partenopea, controllandone i flussi economici. È proprio attraverso i proventi illeciti derivanti dalle estorsioni che avrebbe accumulato il capitale necessario per avviare un'articolata rete di imprese commerciali, formalmente intestate a parenti senza precedenti penali per sfuggire alle indagini.

L'azione è frutto della ricostruzione patrimoniale realizzata dagli investigatori dell'Antimafia, che ha consentito di collegare il patrimonio sequestrato alle attività criminali. Le società sottoposte a provvedimento operano nel settore della ristorazione e nel commercio all'ingrosso e al dettaglio di articoli per la casa. Una struttura sofisticata di riciclaggio, volta a trasformare denaro sporco in attività economiche apparentemente lecite.

L'operazione è stata autorizzata su richiesta del procuratore distrettuale Nicola Gratteri e del generale Michele Carbone, direttore della Dia. Il sequestro rappresenta un ulteriore colpo alla capacità economica dei clan camorristici dell'hinterland partenopeo, privandoli di risorse fondamentali per il finanziamento delle loro attività illecite.