Una serata indimenticabile quella di ieri al Teatro Petruzzelli di Bari, dove il Bif&st ha voluto rendere un tributo doppio a due grandi figure della cultura italiana. La quarta giornata del festival si è aperta con un momento di raccoglimento dedicato al cantautore Gino Paoli, scomparso proprio in quella giornata. La sala gremita ha osservato un silenzio commosso mentre Alessio Puglisi, primo tromba dell'orchestra del Politeama, ha intonato "Il cielo in una stanza", il brano che ha segnato la carriera del musicista genovese, accolto da un prolungato applauso.

Subito dopo è arrivato il momento clou della serata: la consegna del premio Bif&st Arte del Cinema al regista siciliano Giuseppe Tornatore, annunciato dal direttore del festival Oscar Iarussi. Nel presentare il riconoscimento, Iarussi ha sottolineato come Tornatore abbia saputo elevare il linguaggio cinematografico a forma d'arte universale, creando opere che toccano il cuore dello spettatore pur mantenendo una prospettiva globale. Tra i capolavori citati "Nuovo Cinema Paradiso" e "La leggenda del pianista sull'oceano", film caratterizzati da uno stile raffinato, intriso di ironia e profondità riflessiva.

A seguire la proiezione del film che nel 1990 ha conquistato l'Oscar come miglior film straniero, una produzione che rappresenta un punto fermo nella storia del cinema italiano contemporaneo. Lo spettacolo è stato arricchito dalla rilettura della celeberrima colonna sonora di Ennio Morricone, eseguita in tempo reale dai musicisti del Petruzzelli. Dallo stesso palco, Tornatore ha condiviso l'emozione nel rivedere la propria opera accompagnata da un'esecuzione orchestrale dal vivo, ringraziando pubblicamente i musicisti per la complessità tecnica affrontata e per il risultato raggiunto.

Il film, presentato in anteprima mondiale proprio a Bari nel 1988, ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di muovere gli spettatori. Durante la proiezione il Teatro Petruzzelli si è trasformato in una sala dove ogni nota della colonna sonora sembrava rimescolare le emozioni del pubblico. Quando i titoli di coda hanno iniziato a scorrere, la platea ha tributato un'ovazione che si è protratta a lungo, con gli spettatori in piedi a applaudire sia Tornatore, seduto tra il pubblico, che l'intera orchestra dalla buca musicale. Una testimonianza della vitalità del cinema d'autore italiano e della sua capacità di generare momenti condivisi di bellezza e significato culturale.