Riccardo Scamarcio scende dalle scene per insegnare. L'attore romano, 46 anni, ha guidato una masterclass di due giorni dedicata agli aspiranti attori presso il Centro sperimentale di cinematografia, in occasione della ventunesima edizione di Cortinametraggio, manifestazione in corso fino al 29 marzo ad Ampezzo. Davanti a una trentina di giovani provenienti da tutta Italia, l'interprete di Tre metri sopra il cielo ha condiviso non solo le tecniche della sua professione, ma soprattutto una visione consapevole del mestiere dell'attore, molto lontana da stereotipi e cliché.

Scamarcio ha raccontato la sua storia personale come punto di partenza. Ha spiegato che la recitazione è stata per lui una forma di salvezza: ragazzo irrequieto e alla ricerca di pericoli, ha trovato rifugio in una piccola compagnia teatrale specializzata in lavori dialettali, un'esperienza che lo ha trasformato completamente. "È stata una folgorazione," ha confessato, sottolineando come non sia mai troppo tardi per trovare la propria strada. Il messaggio è rivolto a chi ancora non ha scoperto la propria vocazione.

Durante la lezione, tenuta in uno spazio allestito in una galleria d'arte nel centro di Cortina, l'attore ha trasmesso ai partecipanti una lezione più profonda: secondo Scamarcio, chiunque dovrebbe sperimentare un corso di recitazione, indipendentemente dalla carriera professionale futura, perché contribuisce al benessere spirituale e consente di scoprire aspetti nascosti della propria personalità. Ha poi delineato i pilastri del mestiere: il controllo e la gestione dell'energia personale, la consapevolezza del proprio corpo, e soprattutto l'autenticità emotiva nel vivere, non nel rappresentare, il personaggio interpretato.

Un aspetto cruciale della lezione è stato il superamento della paura, elemento che Scamarcio ritiene imprescindibile per un attore. "La paura non deve abbandonarti," ha spiegato, "devi imparare a conviverci. Non si tratta di fare esibizione o sfoggio narcisistico, ma di permettere al tuo essere di essere abitato da una forma sconosciuta, trovando l'equilibrio tra abbandono consapevole e controllo tecnico." Ha sottolineato che le battute sono solo la superficie: la vera bravura consiste nell'essere autentici, nel perdersi genuinamente sulla scena per poi tornare se stessi.

L'insegnamento di Scamarcio rappresenta un'occasione importante per i giovani talenti di comprendere come la recitazione sia un atto generoso di auto-scoperta e non un mezzo di esibizione personale. Nel frattempo, l'attore continuerà la sua carriera cinematografica: il suo ultimo film, Alla festa della rivoluzione di Arnaldo Catinari, arriverà nelle sale il 16 aprile con il distributor 01, confermando un percorso professionale ricco e variegato che va ben oltre il ruolo che lo ha reso famoso in gioventù.