Un'operazione dal forte valore simbolico porterà a Gubbio una ricca collezione di testi scientifici accumulata nel corso di quarant'anni di studi. Il professor Simon Stoddart e la professoressa Caroline Malone, due fra i più autorevoli archeologi dell'Università di Cambridge, hanno deciso di donare la loro biblioteca specialistica alla città umbra, dove entrambi hanno condotto le ricerche più significative della loro carriera. La collezione troverà sede nella biblioteca comunale Sperelliana e sarà accessibile a ricercatori, studenti e cittadini interessati.

Il legame tra gli studiosi britannici e il territorio eugubino affonda le radici nei decenni Settanta e Ottanta del Novecento, quando Stoddart e Malone guidarono importanti campagne di scavo archeologico nell'area di Gubbio insieme a un team internazionale di colleghi. Quelle indagini hanno permesso di ricostruire aspetti fondamentali della storia antica della città umbra e della civiltà italica nel suo complesso. La biblioteca che ora arriva da Cambridge rappresenta il frutto diretto di questa lunga attività sul campo: migliaia di volumi dedicati all'archeologia del mondo italico e alla storia antica dell'Italia centrale, una risorsa che finora era rimasta confinata nelle università inglesi.

L'iniziativa gode del sostegno della Brunello Cucinelli, il celebre marchio di moda con sede a Solomeo, in provincia di Perugia. Riccardo Stefanelli, amministratore delegato dell'azienda, ha sottolineato l'importanza culturale dell'operazione: «Per noi i libri sono ponti fra culture, finestre aperte su mondi lontani nel tempo e nello spazio». L'imprenditore ha collegato il progetto alla visione più ampia della Biblioteca Universale di Solomeo, che mira a conservare sino a cinquecentomila volumi in tutte le lingue del mondo, proseguendo così l'eredità culturale dell'imprenditore e fondatore Brunello Cucinelli.

Stefanelli ha aggiunto che la realizzazione di questo trasferimento è stata possibile grazie alla collaborazione fra il Comune di Gubbio, l'Università degli Studi di Perugia e l'Università di Cambridge. «Sono certo che questa collezione diventerà una risorsa preziosa non solo per Gubbio, ma per tutta l'Umbria e per gli studiosi di oggi e delle generazioni future», ha concluso il numero uno della Cucinelli.

Per il territorio eugubino si tratta di un riconoscimento significativo del valore della propria storia antica e del peso che la ricerca archeologica ha avuto nel preservarne la memoria. Con l'arrivo della biblioteca Stoddart-Malone, Gubbio si posiziona come nuovo centro di riferimento internazionale per gli studi di archeologia italica, rafforzando ulteriormente i legami con il mondo accademico anglosassone.