Dopo una pausa significativa, Luigi Bellinzoni ritorna alla scena artistica con una mostra personale che promette di mettere in discussione la nostra relazione con l'immagine del volto. L'esposizione 'Head – Sognogrammi d'Inchiostro fossile' sarà visibile nello spazio AMIGDALAB di Roma, in via Tirso 76, dal 27 marzo al 3 maggio 2026. L'inaugurazione è fissata per le ore 18 del primo giorno. A curare il progetto è Gianluca Marziani, critico che accompagnerà il visitatore attraverso i significati nascosti delle opere esposte.

Il progetto ruota attorno a tredici teste realizzate con inchiostro su carta, opere che l'artista ha concepito come autonome e libere dai diktat estetici contemporanei. Quello che emerge dai lavori di Bellinzoni non è il volto nel senso tradizionale, ma la testa intesa come centro vitale: nucleo del pensiero, generatore di percezione sensoriale, punto di osservazione del mondo. I disegni si presentano inizialmente come disturbing, capaci cioè di generare un senso di smarrimento nello spettatore, che fatica a collocare temporalmente e culturalmente le immagini proposte.

Secondo l'interpretazione di Marziani, le teste di Bellinzoni incarnano una «bellezza non mediata» che sfugge ai codici visivi dominanti. Man mano che lo sguardo si sofferma sulle opere, affiorano tracce di umanità primordiale, rimandi a un tempo circolare privo di inizio e fine. Le figure sembrano osservare chi le guarda senza giudicare, rimandando a una saggezza che trascende le convenzioni sociali. Il curatore descrive queste creazioni come il risultato di una ricerca profonda sulla connessione tra materia e spirito: «corpo e anima non sono entità separate, ma componenti indissolubili di una struttura fragile e provvisoria che rispecchia in miniatura l'ordine cosmico».

Bellinzoni lavora sulla densa cellulosa del foglio con gesti minimali e misurati, creando una dimensione grafica dove il tempo si comprime nello spazio ristretto del disegno. Le sue teste bidimensionali mostrano una pelle in continua trasformazione, giocata tra segni informali, monocromie, piccoli dettagli figurativi e astrattismi materici. L'artista, nato a Roma dove vive e lavora, ha conseguito una laurea in Giurisprudenza nel 1989, anno in cui ha già iniziato a partecipare a esposizioni pur proseguendo un'attività creativa avviata fin dagli anni Ottanta.

Secondo Marziani, queste opere non intendono fornire risposte definitive, ma piuttosto proporre esperienze: «momenti di avvicinamento a una totalità che rimane irraggiungibile e proprio per questo continuamente desiderata». I volti che inizialmente generano disagio finiscono per apparire rassicuranti e paterni, invitando lo spettatore a osservarli con affetto al risveglio e con rispetto prima del sonno, in un percorso che dissolve pregiudizi e apre a una consapevolezza della diversità intrinseca all'universo.