La Moldavia torna al centro di una guerra fredda dai contorni sempre più sfumati. Secondo un'inchiesta pubblicata da Politico Europe, le autorità moldave hanno smantellato una struttura clandestina di reclutamento e addestramento riconducibile direttamente a Mosca. Gli investigatori hanno scoperto che decine di giovani, principalmente di madrelingua russa, venivano prelevati dal territorio moldavo, trasportati in campi segreti organizzati e sottoposti a corsi intensivi per diventare agenti operativi. Il programma comprendeva anche insegnamenti su tecnologie militari come i droni e nozioni di primo soccorso per situazioni di conflitto.
Al centro dell'inchiesta figura Anatoli Prizenco, accusato dai pubblici ministeri moldavi di aver reclutato persone per questa rete internazionale. Lo stesso individuo è ora al centro di un'indagine francese: sospettato di aver coordinato un gruppo di cittadini moldavi responsabili di aver disegnato stelle di David sui muri parigini nel periodo seguente agli attentati perpetrati da Hamas il 7 ottobre 2023. Gli inquirenti ritengono che Prizenco fungesse da intermediario tra le esigenze operative di Mosca e le risorse umane disponibili localmente, coordinando sia le operazioni di destabilizzazione che le campagne di propaganda diretta.
Secondo gli esperti di sicurezza moldavi, gli istruttori dei campi segreti provenivano da una rete internazionale strettamente legata al gruppo mercenario russo Wagner. Questo collegamento rappresenta un elemento particolarmente allarmante poiché suggerisce un coinvolgimento diretto di strutture militari informali russe nel reclutamento di personale per operazioni europee. Dopo l'espulsione massiccia di diplomatici russi dalla maggior parte dei Paesi europei nel 2022, il Cremlino avrebbe progressivamente affidato queste operazioni a intermediari locali e a reti non ufficiali, rendendo molto più complicato tracciare la catena di comando e le responsabilità finali.
Gli analisti internazionali considerano la Moldavia un laboratorio strategico dove Mosca perfeziona tattiche di destabilizzazione pensate per l'intero continente europeo. Il Paese viene utilizzato per sperimentare una combinazione sofisticata di tecniche: interferenza nei processi elettorali, finanziamenti opachi a movimenti politici locali, sabotaggio infrastrutturale e operazioni di propaganda coordinata sui social media. Questa guerra ibrida non ricorre a carri armati ma a disinformazione, agenti dormiente e gruppi di pressione alimentati da Mosca, risultando più difficile da contrastare con i tradizionali strumenti di difesa nazionale.
Le operazioni scoperte in Moldavia si inseriscono in una tendenza europea più ampia. Negli ultimi mesi, diversi Paesi dell'Unione Europea e della NATO hanno segnalato tentativi paralleli di reclutamento di cittadini, infiltrazioni in amministrazioni locali e campagne coordinate di sabotaggio attribuite a Mosca. Gli esperti di intelligence avvertono che il modello moldavo potrebbe rappresentare un prototipo che il Cremlino intende replicare in altre nazioni, sfruttando il malcontento interno e le divisioni politiche per corrodere dall'interno la coesione occidentale.