La Commissione europea ha avviato una valutazione approfondita sull'iniziativa dei cittadini europei che chiede il divieto delle cosiddette pratiche di conversione, i tentativi pseudoterapeutici volti a modificare l'orientamento sessuale o l'identità di genere. L'esame è stato ufficializzato durante una seduta plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles, alla presenza della commissaria per le Pari opportunità Hadja Lahbib.
Secondo quanto dichiarato dalla Lahbib, l'istruttoria della Commissione procede entro i confini delle competenze effettive dell'Unione europea e sulla base dei parametri stabiliti al momento della registrazione dell'iniziativa, risalente a gennaio 2024. Tuttavia, Bruxelles non ha ancora formulato una posizione ufficiale sulla questione, rimarcando l'importanza di ascolto reciproco e di un dibattito costruttivo con le istituzioni e la società civile.
La commissaria ha evidenziato che la lotta alle pratiche di conversione si inserisce nella strategia Lgbt più ampia dell'Unione europea. Nel prossimo futuro, la Commissione si propone di identificare l'approccio più efficace da adottare e di valutare le modalità per supportare gli Stati membri, i quali mantengono un ruolo fondamentale nella prevenzione e nell'implementazione di divieti contro queste pratiche discriminatorie. L'obiettivo è costruire un quadro normativo comune che protegga i diritti e la dignità delle persone.